lunedì, 20 Maggio 2024

Nirvana, si riapre la causa per la copertina di Nevermind

Una causa per pedopornografia ai danni dei Nirvana chiusa l'anno scorso viene riaperta dietro ricorso da parte di Elden Spencer oggi trentaduenne, protagonista da bambino della copertina di Nevermind .

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Spencer Elden, il bimbo di quattro mesi che appariva nudo sulla copertina di Nevermind inseguendo una banconota, oggi trentaduenne, può procedere con la richiesta di danni nei confronti dei Nirvana. Lo ha deciso ieri una sentenza della Corte d’appello federale.

Una causa chiusa l’anno scorso da un tribunale che aveva deciso che la richiesta di risarcimento era stata presentata oltre i termini di prescrizione, viene riaperta perchè Elden ha presentato ricorso. La nuova sentenza, che arriva da un tribunale di grado superiore, afferma che pur essendo la fotografia datata 1991, non si dovrebbe applicare in questo caso la prescrizione che arriva dopo dieci anni

«Esattamente come le vittime di diffamazione, anche le vittime di pornografia minorile subiscono un danno con la ripubblicazione del materiale pornografico», si legge nella decisione che riguarda la procedibilità del caso, non il suo merito. «Ne consegue che ogni pubblicazione di materiale pedopornografico può costituire un danno analogo a quelli causati dalla diffamazione e da altri attacchi della dignità della persona» giacché «ogni visione di materiale pedopornografico è una ripetizione dell’abuso subito dalla vittima».

Sul banco degli imputati finiscono non solo la band con i singoli membri ma anche le etichette Universal Music Group, Geffen e MCA Records, Courtney Love in qualità di esecutrice testamentaria di Kurt Cobain e altri. Secondo Elden, hanno “consapevolmente” continuato a riprodurre, distribuire e promuovere la copertina del disco nei dieci anni precedenti la denuncia, anche attraverso la ristampa per il 30° anniversario la cui copertina continua a offrire la “lasciva esibizione dei genitali di Spencer”.

Ora il processo potrà essere celebrato presso la corte federale di Los Angeles. L’avvocato di Elden non ha ancora commentato, quello dei Nirvana e degli altri accusati, Bert H. Deixler, ha detto che si tratta di una “battuta d’arresto procedurale che non cambia il nostro punto di vista. Difenderemo con vigore questa causa priva di merito e ci aspettiamo di vincere”.

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