domenica, 14 Aprile 2024

Superlega, sentenza della Corte di Giustizia Ue a favore: abuso di posizione dominante di Uefa e Fifa certificato

La decisione della Corte di Giustizia Europea non costituisce un via libera automatico alla Superlega nella forma proposta dai suoi promotori, ma potrebbe ridefinire gli equilibri e la struttura dell'intero calcio europeo.

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La Corte di Giustizia Europea ha emesso oggi una sentenza favorevole alla Superlega, certificando l’abuso di posizione dominante da parte di Uefa e Fifa. La Corte ha stabilito che le regole di approvazione preventiva delle competizioni calcistiche interclub, come la Super League, da parte di Fifa e Uefa sono contrarie al diritto dell’Unione Europea. Si è rilevato che c’è un abuso di potere dominante da parte di Uefa e Fifa che esercitano un monopolio, e di conseguenza, la Uefa non può sanzionare i club che decidono di partecipare ad altre competizioni.

La decisione della Corte di Giustizia Europea non costituisce un via libera automatico alla Superlega nella forma proposta dai suoi promotori, ma potrebbe ridefinire gli equilibri e la struttura dell’intero calcio europeo. La sentenza sottolinea la necessità che i poteri delle federazioni siano trasparenti, obiettivi, non discriminatori e proporzionati quando esercitano il loro monopolio.

La Uefa ha dichiarato di prendere atto della sentenza e ha chiarito che questa non implica un’approvazione o convalida della cosiddetta Superlega. Tuttavia, ha ribadito la sua fiducia nella solidità delle nuove regole, assicurando che siano conformi a tutte le leggi e regolamenti europei e rimanendo risoluta nel suo impegno a sostenere la piramide calcistica europea.

Il progetto Superlega, nato nel 2021 con l’iniziativa di 12 club, aveva suscitato grande controversia e si era rapidamente sgretolato. Nove società si erano ritirate di fronte alle minacce della Uefa, ma la sentenza della Corte di Giustizia Europea getta nuova luce sulla possibilità di competizioni parallele gestite dai club, sottolineando l’importanza del rispetto delle norme di concorrenza e delle libertà di movimento.

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