domenica, 14 Aprile 2024

Allarme di Audiocoop: Spotify e Believe mettono a rischio le piccole realtà musicali italiane

Con gli interventi di Spotify e Believe sono a rischio migliaia di piccole realtà musicali italiane. Audiocoop e Impala lanciano l'allarme. Audiocoop: Il Governo convochi Spotify e Believe al Ministero della Cultura.

Da non perdere

Questa settimana si e’ tenuta un’assemblea straordinaria di AudioCoop, che ha 272 associati come collecting, tutti riferibili a piccole realta’ musicali costituite da editori e produttori musicali,  che ha lanciato l’allarme verso le azioni preannunciate attraverso la stampa e attraverso mail alle piccole aziende musicali interessate del nostro paese da parte di Spotify e Believe.

Spotify, tra i diversi interventi, ne ha annunciato uno gravissimo– chiosa Audiocoop in un comunicato stampa- quello di non pagare nulla sotto i mille stream che resteranno nelle casse di Spotify con grave danno per i ¾  dei 100 milioni di brani presenti sulla piattaforma e  per un valore -si stima- di circa di 40 milioni di dollari l’anno che resterebbero in pancia alla piattaforma e/o andrebbero ad altre destinazioni . Una sorta di  “furto” verso gli aventi diritto a tutto tondo che colpisce mortalmente tutte le piccole realta’ musicali che invece attingono a tale fondo, pur se ognuna con poche, ma vitali, risorse“.

A cio’ si aggiunge la e-mail di Believe– continua Audiocoop- arrivata a migliaia e migliaia di piccole realta’ musicali dove, con il pretesto di ascolti artificiali in stream, annuncia la decisione di cancellare l’account di un’intera discografia di una piccola etichetta discografica indipendente cancellandola così dalle piattaforme digitali e di fatto uccidendola”.

Siamo di fronte ad attacchi illegittimi e gravissimi verso le piccole realta’ musicali del nostro paese” dichiara allarmata l’assemblea di AudioCoop “attacchi che si possono fare perche’ il settore non ha norme a tutela delle aziende e dei lavoratori del settore ed opera in una sorta di far west dove i gigacapitalisti del monopolio globale musicale fanno cio’ che vogliono senza che nessuno intervenga. Su tali azioni abbiamo gia’ contattato Afi ed altre collecting di piccoli e medi editori e produttori discografici indipendenti italiani per agire insieme e chiedere un intervento urgente al Governo convocando i responsabili italiani ed europei di queste piattaforme a un tavolo di confronto al Ministero della Cultura ed eventualmente anche al Ministero del Made in Italy. Inoltre segnaleremo tali scorretti comportamenti all’AgCom per verificare le opportunita’ di un intervento urgente per uno stop di queste azioni che minano alla base il futuro della musica del nostro paese arrecando un gravissimo danno al patrimonio culturale italiano”.

“Ci auguriamo che tali grida d’allarme vengano gia’ raccolte dalla prossima settimana per intervenire tempestivamente prima che partano le prime azioni dannose verso la filiera creativa musicale innovativa italiana, fatta da migliaia di piccole realta’ musicali indipendenti ed emergenti a rischio scomparsa” conclude AudioCoop.

Anche Impala, l’associazione europea delle etichette indipendenti,  sta portando avanti una serie di azioni per convincere Spotify a fermare la policy sulla soglia delle 1.000 plays. I punti fondamentali delle sue proposte sono: non demonetizzare le tracce sotto le 1.000 plays (a vantaggio di quelle più popolari), chiede piani più concreti per la diversità, artisti locali ed etichette indipendenti, sono a favore di demonetizzare i brani non musicali, come rumore rosa o suoni ambientali, ok a sanzionare le attività fraudolenti (fake plays) ma con controlli adeguati.

Ultime notizie