venerdì, 23 Febbraio 2024

Manovra 2024, scontri sulle pensioni: la correzione del Governo non soddisfa Cgil e Uil

Il governo, guidato dalla premier Giorgia Meloni, ha proposto una correzione alla norma, focalizzandosi principalmente su medici, infermieri, dipendenti degli enti locali, maestri d'asilo e ufficiali giudiziari con meno di 15 anni di contribuzione prima del 1 gennaio 1996.

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Il tanto atteso confronto tra il governo e i sindacati sulla manovra 2024 ha portato a un esito insoddisfacente per Cgil e Uil. Nonostante un incontro durato circa quattro ore a Palazzo Chigi, il risultato finale è rimasto invariato, confermando la contrarietà dei sindacati alla manovra, soprattutto per quanto riguarda il controverso articolo 33 che prevede il taglio delle aliquote di rendimento delle pensioni di diverse categorie di dipendenti pubblici.

Il governo, guidato dalla premier Giorgia Meloni, ha proposto una correzione alla norma, focalizzandosi principalmente su medici, infermieri, dipendenti degli enti locali, maestri d’asilo e ufficiali giudiziari con meno di 15 anni di contribuzione prima del 1 gennaio 1996. La correzione, ancora in fase embrionale, prevederebbe il riconoscimento dei diritti acquisiti per chi matura la pensione entro il 31 dicembre prossimo, la salvaguardia dell’assegno per chi va in pensione di vecchiaia e un “taglio graduale” delle aliquote di trasformazione per chi accede alla pensione di anzianità.

Tuttavia, le proposte non hanno soddisfatto Cgil e Uil, che continuano a definire la manovra “sbagliata” e denunciano la mancanza di modifiche sostanziali. Il leader della Cgil, Maurizio Landini, ha annunciato nuove azioni di mobilitazione sindacale, ribadendo la necessità di una riforma strutturale sul fisco e sulle pensioni.

L’incontro ha visto una divergenza di opinioni anche tra i sindacati, con la Cisl che mostra una certa distanza dalle posizioni più radicali di Cgil e Uil. Mentre queste ultime esprimono scetticismo, la Cisl si mostra ottimista riguardo alle modifiche annunciate dal governo sull’articolo 33, sottolineando l’impegno per migliorare le norme riguardanti le pensioni di medici, infermieri e altri dipendenti pubblici.

La posizione dell’Ugl, pur apprezzando il confronto, non sembra essere totalmente favorevole, con il leader Paolo Capone che invita il governo a riflettere su altre questioni, come Opzione donna, ape sociale e quota 103.

La manovra non è l’unico tema al centro del tavolo. Il confronto si è esteso anche al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con la Commissione europea che ha recentemente approvato la revisione del Piano. La possibilità di dichiarare l’intero Mezzogiorno come ‘Zona economica speciale’ è stata discussa, così come le misure per migliorare la sicurezza sul lavoro, con l’Inail che utilizzerà un avanzo di bilancio di 1,6 miliardi di euro per rafforzare la formazione e ridurre i premi assicurativi, con l’obiettivo di contrastare le morti sul lavoro.

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