domenica, 14 Aprile 2024

Björk e Rosalía insieme per “Oral”, il ricavato verrà utilizzato per combattere la piscicoltura a cielo aperto in Islanda

Il brano, che segna la prima collaborazione tra Björk e Rosalìa, fa luce sull'allarmante crudeltà e sulle gravi conseguenze ambientali ed ecologiche dell'allevamento di salmoni oceanici a cielo aperto in Islanda.

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Björk Rosalìa doneranno tutti i loro proventi derivanti da ‘Oral‘ all’organizzazione no-profit AEGIS per combattere la piscicoltura a cielo aperto in Islanda. Le loro case discografiche hanno accettato di fare lo stesso.

Tutti i fondi raccolti serviranno a sostenere le spese legali dei manifestanti, adottando misure per fermare lo sviluppo di allevamenti intensivi che danneggiano la fauna selvatica, deformano pesci e mettono a rischio il DNA e la sopravvivenza del salmone.

L’azione immediata è fondamentale, dona direttamente su: https://www.bjork.com/aegis

Björk Rosalìa uniscono le forze nel potente nuovo singolo ‘Oral‘. Prodotto dalle due artiste insieme a Sega Bodega, il brano, che segna la prima collaborazione tra Björk Rosalìa, fa luce sull’allarmante crudeltà e sulle gravi conseguenze ambientali ed ecologiche dell’allevamento di salmoni oceanici a cielo aperto in Islanda.

Scritta per la prima volta da Björk tra ‘Homogenic’ (1997) e ‘Vespertine’ (2001), la traccia non è mai stata pubblicata perchè non sembrava adatta per un album. Björk ha riscoperto il brano dopo che le hanno ricordato il titolo durante un tour in Australia a marzo 2023, lo stesso mese in cui è stato pubblicato un rapporto sul devastante impatto dell’allevamento commerciale del salmone da parte della Norvegia, scarsamente regolamentato in Islanda.

Oltre a sentirsi profondamente legata alla causa, appassionata attivista e manifestante per gran parte della sua esistenza, Björk ha arruolato Rosalìa per aiutarla a dare vita alla canzone e per aumentare la consapevolezza sulla questione. La pratica crudele dell’allevamento a cielo aperto introdotta in Islanda da uomini d’affari norvegesi prevede l’allevamento intensivo dei pesci imprigionandoli in reti ancorate in corsi d’acqua naturali, dove i pesci vengono tenuti in gabbia sin dalla nascita e fino al raggiungimento di dimensioni commerciabili. Ciò accelera lo sviluppo del pesce ma anche mutazioni genetiche del DNA del salmone, oltre ad essere terreno fertile per parassiti e malattie. L’industria islandese è decuplicata dal 2014, producendo da meno di 4.000 tonnellate a 45.000 nel 2021 ed ora si stima che la produzione annuale potrebbe arrivare a 106.500 tonnellate. L’Islanda possiede la più vasta area naturale incontaminata d’Europa e i rifiuti e l’inquinamento associati all’agricoltura a cielo aperto minacciano di danneggiare permanentemente l’intera ecologia oceanica. La mancanza di regolamentazione ed il fatto che l’industria sia per la maggior parte senza supervisione, fanno sì che migliaia di salmoni geneticamente modificati e malati fuggano dai recinti e nuotino verso gli altopiani islandesi, dove si verifica una devastanza mescolanza genetica che mette in pericolo il futuro del salmone selvatico islandese.

I proventi derivanti da ‘Oral’ verranno devoluti per sostenere una causa legale contro questo tipo di allevamenti, intentata dai residenti della parte orientale dell’Islanda.

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