domenica, 23 Giugno 2024

Conflitto Russia-Ucraina, continuano gli attacchi a colpi di drone: incendi nella notte presso i porti di Odessa e sul Danubio. Forte attesa per il vertice tra Putin ed Erdogan.

Quattro motoscafi ucraini distrutti nella penisola di Crimea, più di 30 droni russi diretti contro Odessa, di cui alcuni hanno colpito strutture portuali ed edifici civili. Le forze ucraine hanno dichiarato di aver riconquistato circa 50 chilometri di territorio ai russi. Occhi rivolti all'incontro odierno di Putin ed Erdogan, che dovrebbe instaurare un dialogo riguardo alla possibile riapertura del corridoio del grano. Zelensky ha annunciato la sostituzione del Ministro della Difesa con Rustem Umerov.

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Durante la notte di lunedì 4 settembre le autorità russe hanno dichiarato di aver distrutto quattro motoscafi ucraini nel Mar Nero. A riportarlo sul suo canale Telegram è il Ministro della Difesa russo, che ha specificato trattarsi di quattro motoscafi veloci Willard Sea Force di fabbricazione americana, con a bordo squadre di sbarco delle forze armate ucraine che stavano viaggiando in direzione di capo Tarkhankut, nella parte occidentale della penisola di Crimea. Secondo quanto affermato dai media di Mosca, poco prima a largo della stessa Crimea sarebbe stato abbattuto anche un drone di Kiev, nonché un velivolo senza pilota presso la regione russa di Kursk, al confine con l’Ucraina. Ieri, inoltre, Mosca aveva condotto un attacco ai danni del porto di Reni, sul Danubio, dove, secondo il Ministro della Difesa russo, sarebbero stati colpiti i depositi di carburante utilizzati dall’esercito ucraino. Attacchi che non sorprendono, considerando che dalla dismissione degli accordi sul grano le forze armate russe si sono sempre più indirizzate contro le infrastrutture portuali.

D’altra parte, secondo Rbc-Ucraina, Kiev conterebbe l’abbattimento di 23 droni kamikaze Shaded-136/131, su un totale di 32 lanciati dal nemico contro le regioni di Odessa e Dnipropetrovsk. In un post Telegram del governatore Oleg Kiper si legge che i droni sfuggiti alla difesa avrebbero colpito diversi edifici, danneggiando gravemente macchinari agricoli e attrezzature industriali. La caduta di detriti infiammati avrebbe causato anche alcuni incendi in abitazioni civili, senza però feriti o morti. Le forze ucraine hanno rivendicato la liberazione di 47 chilometri quadrati di territorio in prossimità della città occupata di Bakhmut, nell’est del Paese. Al centro degli sforzi di questa notte è stato anche l’attacco moscovita al porto di Izmail, sul Danubio, prolungatosi per diverse ore. Secondo le analisi di Kiev i russi si troverebbero sulla difensiva verso Zaporizhzhia e Kherson, mentre le forze ucraine continuerebbero la loro offensiva nella zona della città di Melitopol.

Intanto non mancano passi cruciali anche sul fronte diplomatico. Oggi infatti è atteso il vertice tra Vladimir Putin e il presidente turco Erdogan, in programma presso Sochi, nella Russia merridionale. Il confronto dovrebbe incentrarsi sulla possibilità di rinnovare i patti sul grano, che permettevano una sicura esportazione dei prodotti cerealicoli ucraini attraverso il Mar Nero, ma i temi toccati dovrebbero spaziare anche sulla questione del gas e sullo scambio di prigionieri tra Kiev e Mosca. Secondo Trt Haber, canale di notizie turco, “si prevede che il presidente Vladimir Putin discuterà in dettaglio sia le questioni bilaterali sia quelle regionali”, affrontando i colloqui da una prospettiva più strategica, come suggerito anche dal recente incontro tra il Ministro degli Esteri turco Hakan Fidan e il suo omologo russo Sergey Lavrov. Quello odierno è il primo faccia a faccia tra i due presidenti dallo scorso ottobre, rinnovando le speranze internazionali per l’apertura di una via di pace, auspicata, secondo i media, dallo stesso Erdogan. Quest’ultimo ad oggi è pressoché l’unico leader della Nato a mantenere rapporti con Putin, seppure la relazione tra i due sia stata spesso controversa e altalenante. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha commentato su questo colloquio definendolo come “un incontro importante, un piccolo passo verso la pace”. 

Nel frattempo è giunta anche la notizia della sostituzione del Ministro della Difesa di Kiev, Oleksii Reznikov, dato per dimissionario già da qualche giorno, considerando la recente accusa di coinvolgimento in un caso di corruzione, in particolare riguardo ad alcune riforniture militari a prezzo rialzato. Pur avendo sempre rigettato tutte le accuse, secondo le inchieste realizzate da diversi canali ucraini, Reznikov nell’autunno 2022 avrebbe firmato un contratto con un’azienda turca per la fornitura di uniformi invernali, il cui prezzo dopo la firma sarebbe triplicato. Ora non si esclude che l’ex Ministro potrebbe essere sfruttato come ambasciatore nel Regno Unito. Nel suo discorso serale Zelensky ha dichiarato di voler insediare nel delicato dicastero il ben noto Rustem Umerov, ex deputato, capo del Fondo del demanio statale e protagonista di numerose vicende politiche, non ultime le negoziazioni con la Russia la scorsa primavera. “La Verkhovna Rada lo conosce bene e Umerov non ha bisogno di ulteriori presentazioni. Mi aspetto che il Parlamento sostenga questo candidato” ha concluso il leader ucraino.

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