lunedì, 20 Maggio 2024

Intervista a Luca De Gennaro, un viaggio nella musica da MTV al libro Pop Life 1982-1986

Ho incontrato Luca De Gennaro in occasione della presentazione del suo ultimo libro "Pop Life 1982-1986 i cinque anni d'oro della musica", già alla seconda ristampa. L'onda provocata da MTV in Italia con la nascita di nuovi artisti, gli anni '80 e il dj set di una delle figure più importanti del panorama musicale.

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Ho incontrato Luca De Gennaro allo Scalo 28 di Capaccio-Paestum in occasione della presentazione del suo ultimo libro “Pop Life 1982-1986 gli anni d’oro della musica. Dopo la presentazione c’è stato il suo dj set. Della serie che prima ci avrebbe parlato di musica, e poi ce l’avrebbe fatta anche ascoltare. Mi avvicino a lui sorridendogli. Lo faccio per sciogliere la tensione, la mia ovviamente, e anche per capire che tipo di impostazione avrei dovuto avere per l’intervista. Niente paura, a quel mio sorriso mi ha risposto con altrettanto sorriso. Gli faccio una prima domanda, “Ti senti più speaker radiofonico, scrittore o giornalista ?”, “Beh, diciamo che mi sento più disc-jockey” mi risponde. Incominciamo bene, penso. Come ho potuto dimenticarlo? Disc-jockey, certo! Dopo questa di sicuro non lo dimenticherò mai più, soprattutto perché io a quel dj set di Luca De Gennaro ci sono stata, dopo l’intervista, e ho capito che lui non solo sa raccontare la musica attraverso le parole ma lo fa soprattutto e magistralmente alla consolle. 

Radio speaker, scrittore, giornalista in quali di questi ambiti ti senti più te stesso? “Il mio mestiere è il disc-jockey. Il disc-jockey è il punto di partenza di tutto quello che ho fatto e che faccio. Tutto quello che faccio, lo faccio con quella mentalità lì. Di portare musica alla gente il più possibile ben selezionata e ben impachettata”. 

A te piace raccontare la musica anche attraverso le parole? Sì, raccontare quello che c’è dietro la musica. C’è una bellissima serie di un programma storico di MTV che si chiama Behind the Music, cioè dietro la musica. La musica tutti l’ascoltano, poi ci sono quelli come me e come quelli che fanno il mio mestiere che contestualizzano quello che ti fanno ascoltare, ovvero ti raccontano che quel brano è così perché magari è inserita in un particolare contesto che ti giustifica il perchè ci sia quella canzone e quella musica. 

A proposito di MTV, nel 1996 il format approda in Italia e quindi chiamano te a curare il dipartimento di Talent & Music, a occuparsi di booking e di dirigere le strategie musicali. Di quel periodo io non posso fare a meno di chiederti un aneddoto. Ce ne sono tantissimi! Perché è stato un periodo estremamente fertile. Tieni presente che noi siamo arrivati con MTV nel 1996 in pochissimi e abbiamo in qualche modo impostato i lavori che sono poi diventati un canale televisivo a tutti gli effetti di ventiquattro ore al giorno, nel 1997. Il giorno in cui ufficialmente nasce MTV è un giorno importante per la musica italiana per vari motivi. Intanto era il 20 settembre del 1997, anno in cui gli U2 facevano in Italia, a Reggio Emilia, non solo un concerto bensì il più grande concerto della loro carriera, con un pubblico di 150.000 persone ed è stato quello il momento che ci è servito per lanciare il canale, cioè per dire all’Italia esiste un canale che fa musica. Abbiamo trasmesso in diretta una parte del concerto degli U2. Ma la cosa più divertente che fa di quel giorno, un giorno storico è che fuori dal concerto nel pomeriggio, noi organizzammo un mini festival di gruppi italiani esordienti: Afterhours, Subsonica, 99 Posse che sarebbero diventati poi big negli anni dopo. C’era una nuova ondata di musica in Italia. Andai dal mio capo di allora e gli spiegai cosa stava succedendo, con MTV non stavamo cavalcando un’onda, la stavamo provocando. Quel giorno gli U2 fanno il concerto con l’apertura dei Casino Royal e Prozac+, due band italiane che stavano diventando molto forti, con tutta questa enormità di nuova musica italiana quel giorno lì abbiamo capito che era quella la strada da percorrere.  

Passiamo al tuo ultimo libro, già alla seconda ristampa, Pop Life 1982-1986 i cinque anni d’oro della musica. Chi non c’era in quegli anni per questioni anagrafiche, come me ad esempio, che cosa si è perso e cosa può recuperare attraverso il tuo libro? Intanto può recuperare il racconto di un’epoca che io ho chiamato anni d’oro non per voler dire che erano gli anni migliori. Ognuno ha i suoi anni migliori della musica, possono piacere i primi anni ‘90, gli anni ‘60 o gli anni ‘70. Quei cinque anni lì sono stati importanti perché nascevano con due presupposti tecnologici che prima non c’erano, il primo era il compact disc che da un nuovo respiro all’industria musicale, da vendere e da recepire come un oggetto sexy in qualche modo, il cd ci piaceva tantissimo. L’altro era la nascita di Mtv, nell’agosto del 1981 in America, che faceva partire una nuova generazione di artisti che già si cimentavano con l’immagine e il video. Quindi artisti che pochi mesi prima non esistevano come Madonna, Duran Duran, Prince e Michael Jackson che invece già esisteva ma che con il video fa un salto di qualità pazzesco con Thriller che esce nel 1982. I quei cinque anni sono successe cose che non solo non erano mai successe prima ma non sarebbero successe neanche dopo, perché è proprio ricambiato il mondo. Quei cinque anni hanno rappresentato un periodo fertile non solo perché parte una nuova generazione di artisti ma incredibilmente attraverso il video e il compact disc vivono una seconda giovinezza degli artisti che per noi erano stati importantissimi nel decennio precedente, Bruce Springsteen, Peter Gabriel, Genesis, Paul Simon, Tina Turner che proprio in quegli anni pubblicano i loro best seller. I dischi più venduti di questi artisti escono in quei cinque anni.  

Voglio salutare Luca De Gennaro con una domanda, gli chiedo cosa porterebbe con sé in un lungo viaggio. Un libro mi risponde, “bisogna sempre avere un libro”. Mi trattengo per il dj set. Anche lì, attraverso la selezione dei brani Luca ci racconta una storia musicale, con un inizio e una fine ben precisa. È un dj set che aldilà dei tecnicismi, perfetti anche quelli, è pura armonia. Armonico resta anche il movimento delle sue braccia, che vanno a ritmo di musica. Come fa un direttore d’orchestra al San Carlo di Napoli, o alla Scala di Milano, anche Luca dirige la sua musica alla consolle. Il più delle volte durante la selezione si è allontanato dal controller per venire in mezzo o davanti al pubblico. Tutto questo fa di Luca De Gennaro qualcosa che a questo punto non dimenticherò mai più. Perché difatti prima che un grande speaker radiofonico, uno scrittore e un giornalista, Luca de Gennaro è un grande disc-jockey. 

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