martedì, 28 Maggio 2024

Modena, l’omicidio di Alice Neri e le macchie d’olio sui vestiti di Gaaloul: i 3 testimoni confermano l’accusa

Le dichiarazioni raccolte durante l'incidente probatorio del 6 marzo affermano che la mattina successiva all'omicidio Gaaloul era sporco d'olio.

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Si è svolto lunedì 6 marzo a Modena l’incidente probatorio che ha raccolto le dichiarazioni dei tre testimoni chiave sull’assassinio di Alice Neri. La notte tra il 17 e il 18 novembre 2022 Alice trovava la morte nelle campagne di Concordia, in provincia di Modena. Il marito Nicholas Negrini ne aveva denunciato la scomparsa, ma il corpo e l’auto della 32enne, madre di una bambina, furono ritrovati carbonizzati in mezzo a un campo.

La ricostruzione degli eventi descrive le ultime ore di vita di Alice, il 17 novembre, come una serata del tutto normale. La donna dopo il lavoro aveva incontrato Marco Cuccui in un bar di Modena. Le telecamere hanno ripreso i due ridere e scherzare per tutta la sera fino alle 2 del mattino, ora in cui si sono diretti al parcheggio del locale e hanno preso strade separate, ciascuno sulla propria aiuto. Le registrazioni mostrano che Alice, svoltato sul retro del caffè, aveva fatto salire Mohammed Gaaloul. Dopo un’ora la vettura si è rimessa in moto diretta fuori città, probabilmente verso il luogo dove poi fu ritrovata.

Gaaloul, 29enne tunisino, è l’ultima persona ad aver visto Alice Neri viva ed è il principale sospettato. Lo scorso 14 dicembre fu arrestato in Francia e riportato in Italia. I 3 testimoni che hanno parlato lunedì sono tre coinquilini stranieri in rapporti di amicizia con l’uomo. Già interrogati dai Carabinieri in precedenza, hanno affermato che Gaaloul era andato a casa loro la mattina del 18 novembre. A dichiarare la data con certezza sarebbe stato l’aneddoto di due di loro, che proprio quel giorno avevano appuntamento dal meccanico per far riparare la marmitta dell’auto. Le registrazioni di videosorveglianza lo hanno potuto confermare.

Indosso, raccontano, Mohammed portava una felpa grigia, senza il cappotto, con i polsini e le mani sporchi di “macchie scure“. Il dettaglio delle macchie era stato sottolineato da qualche battuta, a cui Gaaloul si era giustificato dicendo che aveva appena aiutato un uomo a cambiare l’olio “per 50 euro”. L’auto di Alice, stando ai comunicati ufficiali, è stata bruciata grazie all’olio.

Sembra confermato il fatto che Mohammed Gaaloul fosse in compagnia di Alice Neri la notte tra il 17 e il 18 novembre, e che il mattino dopo fosse sporco di olio. Tuttavia la Difesa ha richiesto che in sede probatoria vengano analizzati anche i pantaloni indossati quel giorno dall’uomo, anch’essi macchiati, ma da una sostanza diversa dall’olio. La “prova dei pantaloni” consiste in un paio di jeans che la Difesa ha depositato in autonomia alla cancelleria del Giudice per le indagini preliminari. Gli avvocati di Gaaloul affermano che dai fotogrammi del 17 novembre si capisce bene che l’indumento fosse proprio quello. Una prova che, in ogni caso, non è stata sequestrata in prima persona dalla Procura e non è garantita dalla catena di custodia.

La Difesa ha anticipato che chiederà un secondo incidente probatorio. L’avvocato della famiglia di Alice, Cosimo Zaccaria, manifesta le perplessità dei parenti sulla valenza delle nuove prove.

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