venerdì, 23 Febbraio 2024

Guerra in Ucraina, l’assedio di Bakhmut e la superbomba russa

Continua la battaglia per la conquista del Donbass e i russi sganciano una bomba da 1,5 tonnellate, ma le loro risorse si stanno esaurendo e l'Ucraina non concede terreno.

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La battaglia di Bakhmut è una delle più sanguinose della guerra in Ucraina. La città è diventata il punto focale dell’offensiva di Mosca nel Donbass all’inizio dell’estate. Un assedio che la vede circondata su tre lati da parte dei russi e che, secondo Kiev, sta mietendo le vite di almeno 500 soldati sovietici ogni giorno. Lo Stato maggiore ucraino ha detto che solo sabato le sue forze hanno respinto 130 attacchi. Tuttavia la Russia sta avanzando, seppur lentamente e con costi enormi.

Ma Mosca è pronta a usare ogni mezzo a sua disposizione per trionfare. Il portale ucraino Defense Express riferisce infatti che qualche settimana fa è esplosa nella regione di Chernhihv una potente bomba planante dal peso di 1,5 tonnellate. Il nome della bomba è UPAB-1500B e contiene 1.010 kg di esplosivo ad alto potenziale, che le permettono di colpire obiettivi altamente protetti fino a 40km di distanza. L’aeronautica di Kiev è tornata a insistere sulla richiesta di caccia occidentali. Fonti alla Cnn hanno fatto trapelare che due piloti ucraini sono giunti alla base militare di Tucson, in Arizona, per un periodo di “familiarizzazione” con i caccia F-16.

Questa mossa sembra segnare un risvolto decisivo per il finale della battaglia. Secondo l’Institute for the Study of War (ISW), un rinomato centro di studi americano, non è da escludere una lenta e progressiva ritirata ucraina, volta a infliggere quanti più danni possibili agli avversari. Le forze russe schierate a Bakhmut sono per lo più composte da reclute inesperte e questo spiegherebbe, stando alla maggior parte delle analisi militari, il motivo delle grosse perdite rispetto all’esercito ucraino.

Per il capo dell’intelligence militare di Kiev, Kyrylo Budanov, la Russia comincia a essere a corto di risorse. Stima infatti che tra tre mesi non sarà più in grado di sostenere la guerra. Dice: “Mosca ha sprecato enormi quantità di risorse umane, armamenti e materiali, e la sua economia e la sua produzione non sono in grado di coprire queste perdite. Se l’esercito russo fallirà nei suoi obiettivi questa primavera, esaurirà i suoi strumenti di guerra“. Una dichiarazione che conferma la denuncia dell’oligarca Oleg Deripaska dei giorni scorsi, secondo cui i sovietici entro il prossimo anno avranno bisogno di ricevere investimenti dai Paesi alleati.

A conferma di ciò arriva un’altra voce, stavolta direttamente dal fronte. Il capo del gruppo Wagner, i mercenari che affiancano l’esercito russo a Bakhmut, Yevgeny Prigozhin ha detto che non hanno abbastanza munizioni per garantire le posizioni conquistate fin’ora. Prigozhin da diversi mesi è critico sulla gestione della guerra e non è la prima volta che chiede aiuto al ministero della Difesa, per quanto sia difficile definire se si tratti di uno schieramento politico o di reale necessità.

Al New York Times un analista della guerra commenta: “La realtà è che se i russi infine conquistano Bakhmut stanno conquistando delle rovine. È una cittadina con un’importanza strategica minima, e senza infrastrutture ancora in piedi capaci di sostenere una forza di occupazione. Che i russi abbiano investito così tanto per conquistarla dice molto della loro scarsa strategia in guerra“.

La conquista di Bakhmut ormai è ridotta a un mero valore simbolico per i russi. Dopo mesi di guerra questa sarebbe la prima vittoria. Ma l’eventuale trionfo non porterebbe a nessun vantaggio strategico, anzi, l’unico peso che ne trarrebbe è quello delle perdite che ha subito.

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