giovedì, 22 Febbraio 2024

Ginevra, Belgio e Iran a colloquio: le accuse le smentite ed il caso Vandecasteele

I ministri degli Esteri di Belgio e Iran hanno avuto un colloquio positivo in occasione della 52a sessione del Consiglio dei Diritti umani della Nazioni Unite, in corso a Ginevra a partire da lunedì, 27 febbraio.

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I ministri degli Esteri di Belgio e Iran hanno avuto un colloquio positivo in occasione della 52a sessione del Consiglio dei Diritti umani della Nazioni Unite, in corso a Ginevra a partire da lunedì 27 febbraio. Nel mese di ottobre 2022, Hadja Lahbib, ministro degli Esteri di Bruxelles, si è tagliata una ciocca di capelli in segno di protesta contro le misure opprimenti del regime iraniano nei confronti dei manifestanti. Inoltre, la Lahbib, dichiarò pubblicamente che il Belgio avrebbe chiesto all’Unione europea di commissionare sanzioni contro Teheran. In Svizzera, tuttavia, i due Paesi avrebbero avuto, stando a quanto sostenuto dal ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amir Abdollahian, un confronto più che costruttivo.

L’incontro

Secondo i media della Repubblica islamica, come Tehran Times (il quotidiano ha titolato la prima pagina dell’edizione odierna “Cutting hair, not relationship”), l’incontro con i Paesi occidentali a Ginevra testimonierebbe la falsità di alcune accuse, che pendono sull’Iran da quando una ragazza, Mahsa Amini, è morta tragicamente durante la detenzione in carcere. Accuse che, per le autorità iraniane, starebbero generando un errore di calcolo e pregiudicando le relazioni internazionali del Paese. A questo proposito, Abdollahian e Lahbib avrebbero discusso del rapporto bilaterale che lega Bruxelles e Teheran. Sul tavolo anche la guerra in Ucraina e una risoluzione della questione prigionieri in Iran: un cooperante belga venne arrestato a Teheran il 24 febbraio 2022 e condannato a 40 anni di carcere nel mese di gennaio 2023.

Il caso Vandecasteele

Le autorità iraniane nel febbraio 2022 arrestarono un cittadino belga, Olivier Vandecasteele, accusandolo di spionaggio e collaborazione con gli Stati Uniti. La notizia venne diffusa dai vari media al servizio di Teheran, come il sito Mizan. Vandecasteele ha lavorato all’interno della Repubblica islamica per il Norwegian Refugee Council, un’organizzazione umanitaria. Condannato in fase preliminare a 28 anni, poi estesi definitivamente a 40, avrebbe dovuto anche scontare la pena aggiuntiva di 74 frustate per il reato di contrabbando. Secondo quanto venne riportato all’epoca riportato dal quotidiano belga Le Soir, Vandecasteele sarebbe considerato ostaggio diplomatico dall’Iran e cioè uno straniero utile a uno scambio con detenuti iraniani che scontano pene fuori dall’Iran.

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