venerdì, 23 Febbraio 2024

Milano Fashion Week, la sfilata di Bottega Veneta: un’omaggio all’Italia, con nuove prospettive e proposte originali

"Volevo capire cosa spinge le persone a riunirsi in un luogo senza gerarchia, dove tutti sono invitati", afferma il direttore artistico con gli occhi vivaci di chi vede realizzato il proprio concept di una parata carnevalesca. La sua Musa italiana, Paola Manes apre la sfilata come una Venere.

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“È la sorpresa dell’incontro che ha importanza”, questo è il messaggio di Blazy, stilista della casa di moda Bottega Veneta.

Durante la Milano Fashion Week di fine febbraio, lo stilista e designer ha ideato una parata, una vera e propria parata per esibire i suoi abiti, come se fosse un carnevale, nello spirito della grande tradizione italiana.

“Volevo capire cosa spinge le persone a riunirsi in un luogo senza gerarchia, dove tutti sono invitati”, afferma il direttore artistico con gli occhi vivaci di chi vede realizzato il proprio concept.

Le modelle hanno sfilato tra statue di antichi atleti romani in bronzo (primo secolo a.C.), e la scultura futurista ‘Forme uniche della continuità nello spazio’ di Boccioni (1913). Un viaggio nel tempo, ma anche nella ricerca delle forme e della cura manifatturiera, fiore all’occhiello dell’azienda.

I vestiti diventano luogo dove si prova il piacere gioioso, emotivo e personale di travestirsi, trasfigurarsi, con la sicurezza necessaria di essere chiunque si voglia essere grazie all’abbigliamento. Abbiamo visto tuniche, chemises trasparenti e calzini da notte, ma anche stili più playboy e frivoli. Ognuno può essere chi vuole e può esserlo in sintonia con gli altri. Pur essendo una rottura, un’avanguardia ( testimoniata anche dal futurismo italiano presente nello scenario) l’armonia si percepisce, anche grazie ai colori tenui sul crema.

Gli abiti floreali fanno capolino, sono una rivisitazione moderna delle grazie e della Primavera di Botticelli: intricati ricami in seta realizzati a mano, ricreati a partire dal celebre quadro e riposizionati per dare una nuova svolta alla loro metamorfosi tra donna e natura.

Sfilano creature chimeriche avvolte da tessuti realizzati con le tecniche più disparate, con volumi e tagli evidenziati dalla lavorazione manuale. Movimenti fluidi di squame e montagne di piume, mentre i bordi dei cappotti e delle giacche diventano asimmetrici.

Borsa su borsa in contrasti senza fine, fra le mani di chi ha sfilato sulla passerella autunno inverno 2023 2024 di Bottega Veneta. L’iconica la Sardine porta ora un manico interamente realizzato in vetro soffiato, così come ai piedi ritroviamo scarpe dello stesso materiale artigianale italiano di nuovo a richiamare le origini del marchio celebrando il Bel Paese.

Ad aprire la sfilata autunno inverno 2023/2024 è ancora lei, musa senza fine di Bottega Veneta secondo lo stilista Matthieu Blazy, Paola Manes: i ricci morbidi che le sfiorano le guance sono sempre lì, a ricordarci la meraviglia della bellezza naturale, mentre la camminata si fa sempre più sicura collezionando aperture stagione dopo stagione.

La Musa di Bottega Veneta

Manes è un orgoglio italiano, ha iniziato quasi per scherzo a 16 anni, ora ne ha 21 ed è la Venere di Botticelli con il suo abito bianco che le fascia il corpo, come se fosse appena nata dalla spuma del mare.

Blazy si riconferma visionario e tradizionale al contempo, con il suo amore per la Puglia ( già ampiamente celebrata nella collezione estate), per l’arte e per il lavoro artigianale. Più italiano di così, genuinamente, non si può. Con lo show, Blazy chiude la trilogia di sfilate ‘Italia’.

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