domenica, 16 Giugno 2024

Wwf nel Darwin Day, 5 specie salvate dalla scienza

Nel 12 marzo ci sarà il Darwn Day, il Wwf ricorda 5 specie che negli ultimi anni sono state salvate o reintegrate nel territorio naturale.

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Il 12 febbraio è stato il Darwin Day e per la giornata dedicata al padre della teoria dell’evoluzione e ispiratore della scienza della conservazione, il Wwf indica 5 storie di specie animali un tempo a rischio o vittime di pregiudizi e leggende, che grazie al progresso scientifico, alla ricerca, all’educazione e alla convivenza, sono state rivalutate, protette e salvate.

Il lupo era sull’orlo dell’estinzione alla fine degli anni 70′ in italia. Il lupo era presente su gran parte del territorio italiano, negli ultimi due secoli con lo sviluppo delle armi da fuoco, la specie ha subito un declino determinandone la scomparsa dalle alpi e da gran parte della catena appeninica. Da allora grazie la Wwf e al Parco Nazionale d’Abruzzo ed a molti studi scentifici l’immagine del lupo è stata riabilitata, gli studi hanno riconosciuto la sua grande capacità di movimento e la sua socialità pur essendo elusivo e notturno. Vipere natrici, biacchi, cervoni e le diverse specie di chirottero che vivono nel nostro Paese sono state nei secoli perseguitate e uccise perché considerate simbolo del “male”. La scienza ha dimostrato che i serpenti sono abili cacciatori di roditori e importanti per l’equilibrio degli ecosistemi dove vivono, mentre i pipistrelli sono aiutanti nel contenimento degli insetti in particolare delle zanzare. La lince iberica è la specie di Felide più minacciata al mondo. Nel 2002, c’erano appena 94 linci in natura, ormai sull’orlo dell’estinzione. In seguito a vari tentativi ed anche alcuni fallimenti dal 2006 è stata implementata la riproduzione in cattività e la popolazione di lince iberica in poco meno di vent’anni ha raggiunto più di 1.300 individui in natura.

L’esempio piu celebrativo è il rinoceronte bianco settentrionale, a questo proposito ricordiamo Sudan ultimo maschio della specie, morto nel 2018, la specie si riteneva estinta. In vita rimanevano unicamente Najin e Fatu, figlia e nipote di Sudan. Dopo molti tentativi, nell’agosto del 2019 gli scienziati sono riusciti a fecondare in vitro gli ovuli dalle ultime due femmine sopravvissute.

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