venerdì, 23 Febbraio 2024

Intervista a Olly, in gara a Sanremo con “Polvere”: come le difficoltà ed i disagi possono aiutarci a guardare la realtà in modo diverso

Direttamente da Sanremo Giovani , Olly è in gara tra i big del Festival di Sanremo con "Polvere", un brano che aiuta a guardare la realtà da un punto di vista diverso.

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Il Festival di Sanremo è un programma senza barriere, che da sempre lascia spazio ai giovani ed alle nuove generazioni. Tra le penne più interessanti di questa nuova edizione  troviamo Olly, che con la sua vittoria a Sanremo Giovani si è aggiudicato di diritto un posto tra i big della settantatreesima edizione del Festival.

L’artista ligure è in gara con Polvere, un brano che ad ascoltarlo farebbe solo venire voglia di ballare, ma che nasconde in realtà un significato molto più profondo.

Olly racconta la sua idea di insicurezza e di disagio da un punto di vista del tutto insolito; immagina di guardare la vita da uno scatolone pieno di polvere dimenticato sulla mensola più alta di uno scaffale, e inaspettatamente, ci trova del bello.

La polvere che annerisce lo scatolone diventa, quindi, un modo per farci vedere la realtà in modo diverso, non per forza sbagliato.

Olly è carico, pronto a dare il massimo e a trarre il meglio da questa esperienza che sta vivendo. Questo ragazzo sprigiona positività da ogni poro, adora scherzare e noi lo  abbiamo percepito. Ecco cosa ci ha raccontato a proposito della sua esperienza sanremese:

Come stai, come è andato questo debutto?
Bene bene, sensazioni fighissime.

Ci racconti un po’ come è nata “Polvere”?
E’ un brano nato tecnicamente da una sessione di JVLI ed Emanuele Lovito che è l’altro autore del brano.Mi hanno fatto sentire l’inciso che era così bello su di me che io l’ho fatto diventare solo polvere perché sono un depresso cronico. Poi ci ho scritto tutto attorno, le strofe, ed è venuta fuori questa storia della polvere addosso che è quella materia difficile da descrivere di cui però tutti ocnosciamo la forma, quindi se io dico che su di me ho solo polvere, tu pensi alla tua polvere. Anche se tendenzialmente è un qualcosa di negativo io ho deciso di renderla un motivo di vanto ed un motivo di orgoglio. Detta così sembra una storia finta, ma è una storia vera e bella.

A questo proposito, tu in questo brano parli di insicurezze ma lanci comunque un messaggio positivo, lasciando intendere che le fragilità non necessariamente devono essere viste come qualcosa di negativo. E’ da qui che nasce l’idea di contrasto tra musica e testo?
L’idea di contrasto tra musica e testo in realtà nei miei brani c’è sempre. Quasi tutti i brani che faccio hanno questo mind-blowing ( come si dice, ora voglio fare il forbito ma non mi ricordo il termine esatto). Fatto sta che punto tanto su questa cosa perché è il mio modo per svegliare i più sensibili o la società in generale, per cui voglio distrarre le persone con il sound e fargli dire che è musica bella, veloce, leggera, quando in realtà io sto parlando di cose a me molto care, molto pesanti e molto forti. Chi lo capisce e me lo dice arriva al livello successivo di ascolto. E’ per questa gente che faccio musica.

Come mai hai scelto proprio questo brano? Avevi altre alternative come possibili brani per il Festival o la scelta è ricaduta subito su questo?
Io compatibilmente con questo brano stavo già lavorando a Gira il il mondo gira che è il mio album che uscirà il 10 e quindi avevo alternative; ogni brano che volessi portare in qualche modo poteva essere quello giusto perchè non ce n’è uno che preferisco o che mi rappresenta di più, son tutti  figli miei. Non ti so dire perchè ho scelto questo, mi gasava l’idea di farlo all’Ariston evidentemente, era giusto, con tutti quegli archi. L’orchestra poi è stata impeccabile, è stato bellissimo.

 In questo repack del tuo ultimo EP, oltre  al brano sanremese, che novità ci saranno?
Ci saranno altri tre inediti a cui tengo molto, in particolare Bianca che spero venga ascoltata da tante persone perché è un brano trasversale che rappresenta sia i ragazzi di oggi sia gli adulti che erano ragazzi un tempo. Questi brani che ho aggiunto danno la fine del giro del mondo di cui parlo, danno una visione completa dei giri che fa il mondo su sé stesso.

Nella serata dei duetti ti vedremo sul palco con Lorella Cuccarini. Cosa dobbiamo aspettarci, ti vedremo ballare sul palco?
Sì, per forza. Guarda, ti do questa chicchetta. Quando hanno preparato la coreografia con Elena D’Amario io l’ho vista, alle dieci e mezza, ed ho detto subito di voler ballare anche io. Ho imparato qualche passo, abbiamo fatto le prove a mezzogiorno, ho visto le riprese e funzionava tutto quindi siamo pronti, bisogna vedere se me li ricordo perchè c’è anche questa variabile!

Sicuramente li ricorderai! Ti faccio una domanda un po’ provocatoria
Vai.

Se invece di starci dentro dovessi riempire il tuo “scatolone con scritto fragile”, cosa conterrebbe?
Bhe, bella domanda. Guarda, probabilmente mi ci metterei tutto io stesso dentro perché sono fragile, non mi vergogno di dirlo. Sono una persona con le due difficoltà, probabilmente date dall’età , probabilmente date da quello che sono io perchè sono sempre stato così e credo che lo sarò per sempre, ed è anche un po’ quello che mi rende “artista”. E’ un’etichetta che non mi piace darmi da solo, cioè sono gli altri che devono dirtelo però mi sento più sensibile della media e questo è il motivo per cui mi ficcherei io interamente nello scatolone. Bisogna prenderlo bello grosso però però perché sono ingombrante.

Bene allora aspettiamo di vederti nelle prossime serate e poi ci vediamo in tour perché so che hai già in programma delle date, corretto?
Sì ne faremo una a Milano già sold out, ce ne sarà un’altra il 5 aprile ed una il 16 aprile a Roma. Poi voglio che se ne aggiungano altre, infatti ora chiamo il booking e mi arrabbio perchè bisogna fare una data a Genova, che è casa mia!

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