domenica, 29 Gennaio 2023

Addio a Gina Lollobridiga, muore la “bersagliera” del cinema italiano

L'attrice e sex symbol ci lascia a 95 anni, il cordoglio di Sophia Loren: "Scossa e addolorata".

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Il mondo del cinema è in lutto dopo la perdita di Gina, Luigia Lollobrigida all’anagrafe, nata a Subiaco nel 1927. Il suo talento fu premiato con un Golden Globe per il film Torna a settembre, sette David di Donatello, due Nastri d’argento, una stella sulla Walk of Fame di Hollywood ed una candidatura ai BAFTA per il ruolo in Pane, amore e fantasia.

Ne dà il triste annuncio il suo unico figlio Andrea Milko Škofič, avuto dal matrimonio con il medico sloveno Milko Škofič, suo marito dal 1949 al 1971. In seguito al divorzio, l’uomo che per anni si prese cura dei profughi ospitati a Cinecittà, si unì alla cantante austriaca Ute de Vargas. La diva del cinema italiano si concentrò sulla carriera, diventando una vera e propria icona mondiale. Gina Lollobrigida incarnava alla perfezione l’esempio di diva italiana che da sex symbol si trasformò in star internazionale, riuscendo a non farsi imprigionare dalla gabbia dorata di Hollywood.

Il suo esordio nel mondo dello spettacolo risale al 1947, quando partecipò a Miss Italia poco più che 20enne. Riuscì a salire sul podio classificandosi terza, facendosi comunque notare dal pubblico e dalla stampa per la perfezione delle sue forme sinuose. Quell’esperienza l’aiutò a debuttare nel mondo del cinema, infatti tre anni dopo volò a Hollywood su invito del regista miliardario Howard Hughes, scopritore di dive come Jane Russell. Quando Gina intuì che stava per essere rinchiusa in una gabbia dorata tornò precipitosamente a Roma, dove si era trasferita con la famiglia nel 1944 per esigenze economiche. All’epoca i suoi genitori non erano benestanti, infatti Gina per frequentare l’Istituto delle Belle Arti si manteneva vendendo caricature in carboncino e posando per fotoromanzi con lo pseudonimo di Diana Loris. Grazie al suo talento riuscì a riscattare la sua posizione facendo esattamente ciò che aveva scritto nella scheda d’iscrizione al concorso di Miss Italia: “Voglio fare qualcosa di serio con le mie capacità”.

La sex symbol ottenne i primi ruoli cinematografici come comparsa o controfigura, successivamente arrivarono le prime interpretazioni nei film operistici popolari dell’immediato dopoguerra. La diva infatti non era solo un’attrice e una modella, era anche un soprano. Grazie alla sua incantevole voce e alla sua bellezza, ottenne la parte ne La donna più bella del mondo (1955), con Vittorio Gassman, film biografico che romanza la vita del soprano Lina Cavalieri. Grazie alla sua interpretazione vinse il David di Donatello come migliore attrice protagonista, premio istituito proprio quell’anno.

Ma fu un altro il film che la consacrò come diva del cinema italiano circa due anni prima, Pane, amore e fantasia (1953), con Vittorio De Sica. La Lollo, così soprannominata da colleghi e registi, aveva il ruolo di Bersagliera. La sua interpretazione fece innamorare gli italiani, Vittorio De Sica le diede il soprannome di “maggiorata fisica” per omaggiare le forme dell’attrice. Con il ruolo di Bersagliera vinse il premio Nastro d’argento, consolidandosi definitivamente nell’immaginario collettivo. L’anno successivo accettò di girare il sequel del film ma nel 1955 si rifiutò di recitare nel terzo capitolo della serie, venendo rimpiazzata da Sophia Loren. Le due erano “rivali” nel cinema ma amiche nella vita reale, condividendo l’appellativo di “le donne più belle d’Italia”.

Negli anni seguenti la “maggiorata fisica” affrontò ruoli più maturi che evidenziarono la profondità drammatica delle sue interpretazioni, come in La provinciale (1953) La romana (1954), Mare matto (1963) e Un bellissimo novembre (1968). Nella seconda metà degli anni Cinquanta la Lollo fu protagonista di produzioni internazionali come Trapezio (1956), Il gobbo di Notre Dame (1957) dove interpretò una splendida e sensuale EsmeraldaSalomone e la regina di Saba (1959), Torna a settembre (1962) per cui vinse un Golden Globe, Venere imperiale (1962) con cui si aggiudicò un David di Donatello e un Nastro d’Argento. Nel 1972 interpretò l’indimenticabile fata turchina nel Pinocchio televisivo di Luigi Comencini, dalla metà degli anni Settanta l’attrice iniziò a diradare le sue apparizioni cinematografiche per dedicarsi con passione e successo alla fotografia e alla scultura. In occasione del suo 88esimo compleanno, dichiarò che al cinema sarebbe tornata solo se chiamata da Steven Spielberg: “Ho capito che chi non fa niente invecchia prima”.

Oggi, a ricordarci il suo enorme talento, c’è la stella sulla celebre Hollywood Walk of Fame che le venne dedicata nel 2018. Gina Lollobrigida resterà per sempre un’icona del cinema italiano nel mondo.

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