giovedì, 9 Febbraio 2023

Sicurezza nelle rsa, controlli a tappeto dei Nas in tutta Italia: 165 irregolari tra medici e infermieri

Scoperte posizioni lavorative irregolari nelle strutture sanitarie; 165 tra medici, infermieri e operatori sanitari forniti da cooperative per sopperire alla mancanza di personale negli ospedali e nelle Rsa.

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I Carabinieri del Nas, nell’ambito di vari controlli nelle strutture sanitarie su tutto il territorio effettuati dalla metà di novembre, hanno riscontato 165 posizioni lavorative non regolari. Gli ospedali e le Rsa per sopperire alla carenza di personale ricorrono sempre più spesso a contratti di appalto per avvalersi di professionalità sanitari, medici, infermieri e operatori sanitari, forniti da società esterne, solitamente delle cooperative. Nell’ambito dei controlli, al fine di verificare l’adeguatezza di titoli professionali, sono stati passati in rassegna 1934 strutture sanitarie, monitorando 637 imprese e cooperative private, per un un totale di 11600 figure tra medici, infermieri e altre professioni sanitarie. Interventi più significativi sono stati quelli nel Lazio, Campania, Piemonte, Molise, Lombardia, Toscana e Sicilia.

Dopo i controlli sono state segnalate 205 persone, di cui 83 all’Autorità Giudiziaria e 122 a quella Amministrativa, tra responsabili di cooperative, titolari di strutture sanitarie e operatori sanitari. Otto titolari di cooperative sono stati deferiti per l’ipotesi di reato di frode ed inadempimento nelle pubbliche forniture, in quanto ritenuti responsabili di aver inviato personale in attività di assistenza ausiliaria presso ospedali pubblici, in numero inferiore rispetto a quello previsto dalle condizioni contrattuali dell’Azienda sanitaria, o di aver impiegato personale ausiliario privo del titolo abilitativo e personale medico non specializzato per l’incarico da ricoprire. I militari, tra le irregolarità, hanno accertato che l’età media anagrafica dei medici forniti da parte di cooperative è superiore ai 70 anni stabiliti da contratto, ma anche l’esercizio abusivo della professione e l’impiego di figure sanitarie esterne collocate in attività lavorativa senza l’adeguata formazione sulla tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro.

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