mercoledì, 7 Dicembre 2022

“Genitore” al posto di padre e madre sulla carta di identità, ok dal Tribunale: arriva la sentenza per una coppia di mamme

Il giudice del Tribunale di Roma ha accolto la richiesta delle due mamme, una naturale e l'altra adottiva, e sentenzia la violazione delle norme del così detto decreto Salvini.

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Comparirà la scritta “genitore” sulla carta d’identità di una bambina, figlia di due madri, una partoriente e una adottiva. La sentenza del Tribunale Civile di Roma arriva dopo il ricorso che le due donne hanno presentato contro il decreto del 2019 del Ministro degli Interni che impone la classificazione di “padre” e “madre” o “chi ne fa le veci” sul documento. La richiesta della madri era poter ottenere invece la dicitura neutra di “genitore” sulla carta d’identità della bambina. Il giudice oggi ha accettato l’istanza con una sentenza secondo cui il decreto del 2019 che vuole tale classificazione viola le norme, sia comunitarie che internazionali, ed è viziato da eccesso di potere.

L’avvocato della coppia, Francesca Tempori, spiega come “il Ministro nel suddetto decreto vada”- stando alla sentenza- “oltre le sue competenze in quanto la carta di identità è, infatti, un documento certificativo di una realtà già pre-esistente nell’atto nascita che stabilisce una madre partoriente e una adottiva. Non può quindi esserci discrasia tra documento di identità e l’atto di nascita” La sentenza, senza precedenti, apre la possibilità di richiedere la dicitura neutra ad altre coppie omogenitoriali che come le due donne, si sono viste respinte precedentemente la possibilità di far comparire sulla carta d’identità dei propri figli  la scritta “genitore” invece di “padre” e “madre”.

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