lunedì, 26 Febbraio 2024

Droga dal Sud America all’Australia, scacco al clan di Raffale Imperiale: 28 arresti soldi riciclati all’estero – VIDEO

Le indagini, condotte dai militari, hanno consentito di rivelare l’operatività di un sodalizio criminale, con base operativa in provincia di Napoli, facente capo al noto narcotrafficante Raffaele Imperiale, dedito all’introduzione sul territorio nazionale, e all’esportazione verso altri paesi, tra cui l’Australia, di ingenti partite di cocaina.

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Le Fiamme Gialle di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali nei confronti di 28 soggetti, gravemente indiziati di appartenere a un’associazione a delinquere, finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e riciclaggio.

Le indagini

Le indagini, condotte dai militari, hanno consentito di disvelare l’operatività di un sodalizio criminale, con base operativa in provincia di Napoli, facente capo al noto narcotrafficante Raffaele Imperiale, dedito all’introduzione sul territorio nazionale e all’esportazione verso altri Paesi, tra cui l’Australia, di ingenti partite di cocaina. Imperiale ha fatto in modo che lo stupefacente proveniente direttamente dal Sud America, nascosto all’interno di container, raggiungesse via mare i principali scali marittimi commerciali europei grazie ad accordi, alleanze e joint ventures intrecciate, a partire da gennaio 2017, con narcotrafficanti sud americani ed europei di primissimo livello. Tra questi, colombiani delle famigerate formazioni paramilitari conosciute come Clan del Golfo, olandesi di origine marocchina che nel frattempo si affermavano sulla scena tra i principali gruppi criminali nel controllo del traffico di cocaina dal Sudamerica, nei porti di Rotterdam (Paesi Bassi) e Anversa (Belgio), nonché irlandesi.

Giunto sulla terra ferma, lo stupefacente veniva prelevato e trasportato su gomma da autotrasportatori compiacenti, per essere nascosto all’interno di depositi, covi e nascondigli nella disponibilità dell’organizzazione, siti in Campania, Calabria, Emilia-Romagna e Lazio. Imperiale, già condannato in un precedente procedimento instaurato presso la Procura della Repubblica di Napoli mentre era in stato di latitanza a Dubai, è stato capace nel corso degli anni successivi di assurgere a un ruolo assolutamente primario quale broker internazionale della droga. Un vero e proprio player mondiale che aveva in Carbone Bruno, altro broker napoletano del narcotraffico già condannato in via definitiva, il suo principale luogotenente.

L’associazione a delinquere, oltre ad avere articolazioni in Europa, Africa e Sud America, poteva contare anche su una fitta rete di sodali attivi in varie regioni italiane. La consorteria criminale ha infatti intrattenuto stabili rapporti con clan camorristici di tutto il Napoletano nonché con organizzazioni di stampo mafioso operanti in Calabria che, oltre ad approvvigionarsi di cocaina dal gruppo Imperiale, hanno fornito supporto nel recupero di grosse quantità di stupefacente in arrivo presso lo scalo marittimo di Gioia Tauro, grazie a operatori portuali infedeli.

Una parte dei referenti della rete di distribuzione italiana di Imperiale è stata compiutamente identificata e arrestata a fine marzo 2021, in un’operazione congiunta della Squadra Mobile di Napoli e del GICO, con sequestro di ingenti quantitativi di cocaina, di hashish e di denaro. Gli appartenenti all’organizzazione erano in costante contatto tra loro grazie a sistemi di comunicazione crittografati, tra i quali Encro-Chat e Sky-Ecc, oggetto di indagine da parte di una squadra investigativa comune franco-olandese-belga e acquisiti attraverso una proficua collaborazione internazionale con l’Agenzia Europol e con l’Autorità Giudiziaria francese ed olandese, coordinata da Eurojust.

Tali acquisizioni sono state sottoposte ad opportuna e approfondita verifica, risultando perfettamente congruenti ed intersecabili con le autonome investigazioni condotte nell’ambito del procedimento instaurato presso la D.D.A. di Napoli ed articolatesi in attività di intercettazione telefoniche ed ambientali, videoriprese e riscontri sul campo. Tali attività hanno portato alla completa ricostruzione della cerchia relazionale di Imperiale, non solo in Italia, consentendo di identificare i soggetti che coordinavano la gestione del denaro, impartivano disposizioni ai corrieri dello stupefacente e gestivano gli automezzi utilizzati per il trasporto della droga e del contante e, in generale, la filiera logistica a supporto dell’organizzazione.

Nel complesso, gli investigatori hanno ricostruito, da marzo 2020 a marzo 2021, movimentazioni di cocaina per oltre 7 tonnellate, di cui 1,3 sottoposte a sequestro in Italia e all’estero. L’organizzazione di Imperiale ha fatto ricorso, inoltre, a sistematiche condotte di riciclaggio e reimpiego dei proventi illecitamente acquisiti con il traffico di stupefacenti. In particolare, i proventi del narcotraffico sono stati in parte trasferiti all’estero, avvalendosi di sistemi di movimentazione monetaria alternativa, basata sull’opera di cambisti internazionali, così detti Hawala, e in parte reinvestiti in attività speculative quali la compravendita di oro.

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