domenica, 21 Aprile 2024

Pazienti molestate durante le visite mediche: cardiologo interdetto per 12 mesi

La Polizia ha interdetto dalla professione medica per 12 mesi un cardiologo dell'Asl, accusato di violenza sessuale verso le sue pazienti. Il provvedimento riguarda solo le visite alle donne, mentre il dottore può continuare a esercitare sugli uomini.

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Nella giornata di oggi, 14 ottobre, la Polizia ha eseguito un’ordinanza di interdizione dalla professione medica nei confronti di un cardiologo dell’Asl di Pompei, accusato di violenza sessuale continuata. In seguito al provvedimento emesso a suo carico, l’uomo non potrà esercitare sulle donne per 12 mesi. Secondo la ricostruzione di una paziente che lo ha denunciato, l’uomo palpeggiava e molestava le vittime durante alcune visite mediche eseguite nella struttura pubblica.

Attraverso le testimonianze di altre pazienti e le intercettazioni ambientali audio-video, nel 2021 le Forze dell’Ordine hanno monitorato l’attività del cardiologo, individuando diversi episodi di abusi sessuali avvenuti durante le visite; l’uomo toccava loro il seno, l’inguine e altre zone intime, oltre a strusciare i propri genitali contro i loro corpi. I poliziotti hanno anche accertato che le donne non si sono rese conto di essere vittime di abusi, data la fiducia nel personale sanitario che invece ha agito “sfruttando la posizione di inferiorità psicologica delle vittime”, afferma la Procura nell’ordinanza.

I filmati delle intercettazioni sono stati analizzati da parte di un consulente medico su richiesta della Procura, che ha confermato come le azioni dell’uomo non erano pratiche di medicina comune, e che il suo comportamento cambiava in base all’età e al sesso del paziente. Al termine delle indagini, le Forze dell’Ordine hanno richiesto una misura cautelare nei confronti dell’accusato, ma il Gip ha emesso soltanto l’ordinanza di interdizione dalla professione, affermando che “si tratta di fatti seriali commessi con spregiudicatezza e abilità. L’uomo considera le sue pazienti come una personale riserva di caccia sulla quale dar sfogo alle sue pulsioni sessuali”.

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