mercoledì, 5 Ottobre 2022

Variante Omicron, studi confermano sintomi lievi

Nonostante sia più contagiosa di Delta, Omicron sembra avere tempi di incubazione ridotti. L'infezione può causare sintomi molto simili ad un'influenza nei soggetti vaccinati, con una durata relativamente breve.

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A distanza di un mese dalla rilevazione della nuova variante, secondo tre studi indipendenti, sembrerebbe che Omicron abbia effettivamente sintomi più lievi, e sarebbe, perciò, meno pericolosa per i polmoni. Tutti e tre gli studi, sono giunti alla stessa conclusione. La nuova variante mostrerebbe una “Ridotta infettività” delle cellule polmonari. Ad esporre i tre lavori è il direttore dello Scripps Research Translational Institute, lo scienziato Eric Topol. Lo studio britannico e quello di Honk Kong si sono basati su test di laboratorio in vitro. Mentre quello giapponese è stato condotto in vivo su modelli animali.

“Quando Sars-CoV-2 si è evoluto in Omicron, la trasmissione e la fuga immunitaria hanno raggiunto nuovi livelli. Fortunatamente, 3 studi indipendenti da laboratori al top, incluso uno condotto su un modello in vivo ben considerato, mostrano tutti una ridotta infettività polmonare rispetto a Delta”, ha scritto Topol in un Tweet.

Questa informazione è importante, in quanto sappiamo che: “Si aggiunge potenzialmente al muro immunitario costruito da vaccinazioni, richiami e infezioni precedenti, il fatto che il virus stesso possa essere meno patogeno”. In conclusione, la variante, nonostante sia più contagiosa di Delta, sembra avere tempi di incubazione ridotti. L’infezione può causare sintomi molto simili ad un’influenza nei soggetti vaccinati, con una durata relativamente breve, soprattutto a chi è stata somministrata anche la terza dose. I sintomi più comuni evidenziati dagli studi effettuati in questo ultimo mese, sono stati naso che cola, mal di testa, stanchezza con dolori muscolari, starnuti e mal di gola. Non dovrebbe causare, invece, perdita di olfatto e gusto.

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