mercoledì, 5 Ottobre 2022

Variante Omicron, Governo valuta nuove misure

Il Governo sta valutando la possibilità di adottare nuove misure restrittive, se i contagi aumenteranno. Esse potrebbero riguardare l'obbligo di indossare le mascherine all'aperto e tamponi anche per vaccinati in relazione a determinati eventi e luoghi.

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In Italia, la diffusione della variante Omicron è ancora limitata, il peggio potrà essere evitato ricorrendo alla alla terza dose di vaccino. Nel caso in cui dovesse diffondere in maniera più rapida ed estesa, la situazione Covid in Italia potrebbe cambiare. Giovedì prossimo, la Cabina di regia si riunirà con il premier Mario Draghi per discutere di eventuali nuove misure precauzionali, sulla base dei dati che verranno raccolti nei prossimi giorni, inclusi quelli sulla variante Omicron. In particolar modo, le nuove misure potrebbero riguardare l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto e tamponi anche per vaccinati in relazione a determinati eventi e luoghi.

A ‘Che tempo che fa’, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha detto: “La variante non è ancora diffusa in modo significativo. Abbiamo un vantaggio e dobbiamo mantenerlo, sappiamo che non durerà a lungo. Ma 10 giorni significano 4-5 milioni di terze dosi e questo può fare la differenza. Giovedì si riunisce la cabina di regia, nessuna decisione è stata presa: faremo le valutazioni sulla base dei dati. Ora non ci sono limitazioni, le attività economiche sono aperte: abbiamo fatto una grande campagna di vaccinazione, l’88,5% delle persone sopra i 12 anni ha fatto la prima dose e l’85,3% ha fatto anche la seconda”.

“C’è una situazione non semplice a livello italiano ed europeo, anche se i nostri contagi quotidiani sono un terzo rispetto a quelli della Gran Bretagna e circa la metà rispetto a quelli di Francia e Germania. C’è una crescita significativa piuttosto costante nelle ultime settimane, se continua così può rischiare di mettere in difficoltà le nostre strutture sanitarie”, aggiunge. “Faremo una riflessione con i nostri scienziati e la comunità scientifica per valutare la congruità delle nostre misure. Conosciamo la variante Omicron da poche settimane, i primi dati ci dicono che la terza dose di vaccino ci consente di avere un livello di protezione molto significativo. In Italia oltre 14 milioni di persone hanno fatto la terza dose, è lo scudo migliore che ci può preparare a quando, da qui a qualche settimana, la variante Omicron sarà molto più presente nel nostro paese. Rispetto ad altri paesi abbiamo un vantaggio e dobbiamo provare a conservarlo: anche 10 giorni in più, al ritmo di 450-470mila dosi, significano circa 5 milioni di richiami”, dice.

Tuttavia, siamo vicini alla zona arancione, afferma Guido Rasi, direttore dell’agenzia europea del farmaco (Ema) e consulente del commissario per l’emergenza Covid-19 Francesco Paolo Figliuolo: “L’occupazione dei posti ospedalieri sta continuando a salire, non c’è dubbio. Due domande su Omicron stanno trovando risposte, anche se non ancora definitive. Qual è la severità della malattia, con il conseguente peso sui reparti ospedalieri? E quanto riuscirà ad evitare l’immunità indotta dai vaccini?”.

Secondo i primi studi dell’Imperial College, 2 dosi di vaccino rendono al 20-50% di protezione per la malattia sintomatica. La terza dose protegge dal 50 al 70% dalle forme sintomatiche. Non è chiaro, però, quanto protegga dall’infezione Omicron. Ossia, non si è ancora in grado di stabilire se protegga dalla trasmissione del virus.

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