domenica, 28 Novembre 2021

Covid, Brusaferro: “Incremento significativo dei contagi tra i giovani e la fascia d’età 30-50”

Secondo l'analisi dei dati effettuata oggi da Silvio Brusaferro, l'incremento dei contagi è significativo tra i giovani e la fascia d'età tra i 30-50 anni.

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“Il nostro paese è ancora in una situazione più contenuta rispetto agli altri paesi europei ma i contagi sono comunque in crescita”.

Secondo l’analisi dei dati effettuata oggi da Silvio Brusaferro e Giovanni Rezza durante la conferenza stampa di Monitoraggio Regionale della Cabina di Regia, l’Italia non la scampa e come gli altri Paesi europei è costretta ad affrontare la quarta ondata, anche a causa del “virus che dalla parte centrale dell’Est Europa si sta muovendo verso la parte più occidentale e questo sta toccando alcune regioni della Francia e dell’Italia”. Il dato della situazione epidemiologica è purtroppo in crescita e viene confermato dai dati regionali degli ultimi 14 giorni. Nelle ultime due settimane, infatti, i comuni dove c’è stato almeno un caso sono aumentati, passando da 4647 a 4973. Come specifica Brusaferro, “il dato si riconferma anche quando facciamo un’analisi degli ultimi 7 giorni”.

Per quanto riguarda invece le fasce d’età, l’incremento dei contagi è significativo tra i giovani e la fascia d’età 30-50 anni. C’è inoltre un incremento tra i casi pediatrici, in particolare sotto i 12 anni e in particolare tra 6 e 11 anni. “Questa è la fascia dove non è disponibile la vaccinazione. Vengono segnalati dei ricoveri anche per questa fascia di età anche se i numeri sono piccoli” ha affermato il Presidente dell’Istituto Superiore di sanità.

Più difficile la situazione sulla tenuta degli ospedali poiché “cresce in modo lento ma progressivo l’occupazione delle aree mediche e delle terapie intensive”. Per arrestarla, secondo Brusaferro, non bastano solo vaccini e terze dosi, ma sono necessarie anche “mascherine e distanziamento”.

Sono poi stati analizzati i dati della vaccinazioni: “Crescita netta nelle terze dosi. Importante è sottolineare per la fascia degli 80enni, più fragili e sensibili, la percentuale di persone che ha fatto la terza dose non supera il 40%. Altra cosa da sottolineare le persone che non hanno ancora iniziato la prima dose. Sopra i 50 anni ci sono ancora centinaia di migliaia di persone, sono milioni invece tra i 30-50”.

Tutti i dati confermano purtroppo in Italia e in Europa, settimana dopo settimana, “una riduzione dell’efficacia globale nella protezione da contrarre l’infezione”.

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