sabato, 4 Dicembre 2021

Covid, sospensione degli sfratti: domani l’esame della Corte Costituzionale sulla legittimità

A sollevare il tema, un Giudice dell'esecuzione presso il Tribunale di Trieste ed un giudice di esecuzioni immobiliari del tribunale di Savona.

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La questione sulla legittimità della sospensione degli sfratti durante il periodo di Covid-19 sarà esaminata domani dalla Corte Costituzionale in udienza pubblica. A sollevare il tema di legittimità costituzionale un Giudice dell’esecuzione presso il Tribunale di Trieste ed un giudice di esecuzioni immobiliari del tribunale di Savona.

In discussione i decreti legge del 2020, che prevedevano sospensione iniziale degli sfratti al 30 giugno dello stesso anno, poi posticipato al primo settembre e con le proroghe successive al 31 dicembre 2020, poi al 30 giugno 2021, ed il decreto sostegni del 2021 che, dopo un emendamento ha prorogato ancora il blocco al 30 settembre e 31 dicembre 2021, differenziando i termini in base alle date di adozione dei provvedimenti di rilascio: per gli sfratti adottati dal 28 febbraio al 30 settembre 2020 il blocco fino al 30 settembre 2021; per quelli adottati dal 1 ottobre 2020 al 30 giugno 2021, il blocco si avrà fino al 31 dicembre 2021.

Il giudice di Trieste mette in dubbio l’applicazione della sospensione dei provvedimenti di rilascio in situazioni non riguardanti l’emergenza sanitaria, come le morosità, nel pagamento dei canoni di locazione, prima della pandemia, sia l’effetto della norma di legge della sospensione, che non consente al giudice di poter valutare le diverse esigenze del proprietario e dell’occupante. Il giudice ha dubbi anche riguardo ad una possibile violazione dei presupposti di necessità e di urgenza e specifica il contrasto con la tutela del diritto di proprietà, in quanto la sospensione potrebbe configurare un’illegittima di esproprio senza indennizzo, con lesione della tutela del risparmio in relazione alla proprietà immobiliare. Inoltre, parla della sussistenza della violazione del principio di effettività della tutela giurisdizionale nella fase esecutiva e conclude esponendo la possibile violazione del principio della ragionevole durata del processo e del diritto di proprietà.

Anche il Giudice delle esecuzioni immobiliari presso il Tribunale di Savona ha sollevato simili dubbi sulla legittimità costituzionale. Infatti, secondo lui le norme censurate nel decreto legge del 22 marzo 2021 introdurrebbero una misura sproporzionata e irragionevole e andrebbero contro con l’articolo 3 della Costituzione che sancisce la pari dignità sociale ed eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, sia sotto il profilo della disparità di trattamento, sia sotto il profilo della ragionevolezza. Secondo il Giudice, il legislatore avrebbe trattato nello stesso modo situazioni tra loro diverse riferendo la disciplina a tutti i provvedimenti di sfratto per morosità anche anteriore all’emergenza sanitaria e, non avendo lasciato al giudice dell’esecuzione alcun margine di apprezzamento, sotto il profilo della valutazione comparativa delle parti, avrebbe accordato un’ingiusta ed automatica preferenza alla posizione del conduttore.

Non solo, domani al vaglio della Corte Costituzionale saranno numerose le questioni trattate come la legge Severino, i Tribunali di Genova e Catania che censurano la sospensione automatica nella misura fissa di 18 mesi, le cariche elettive degli enti locali in caso di condanna non definitiva per determinati reati; i debiti della Pa, i dubbi del Tribunale di Roma e i dubbi sui limiti di pena previsti per l’accesso dei minori alle misure penali di comunità.

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