mercoledì, 27 Ottobre 2021

Maxi-truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale: 25 indagati, 3 in misura cautelare

Maxi truffa ai danni del Servizio Sanitario pubblico per oltre complessivi 3 milioni di euro, oggi sottoposti a sequestro. Sono 25 gli indagati, di cui 3 sotto ordinanza di misura cautelare.

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La Guardia di Finanza di Messina ha dato esecuzione ad un ordinanza, emessa dal Tribunale peloritano, che dispone nei confronti di tre indagati, la misura cautelare del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali e di ricoprire incarichi apicali nell’ambito di imprese e persone giuridiche, per la durata di quattro mesi. In più sta procedendo al sequestro di liquidità finanziarie per oltre 3 milioni di euro nei confronti di 7 strutture private convenzionate, provento del reato di truffa aggravata a danno del Servizio Sanitario pubblico.

Al momento gli indagati sono 25, tra funzionari pubblici dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina, responsabili apicali e dipendenti delle strutture private convenzionate. Dopo investigazioni documentali, accertamenti bancari, escussione di diverse persone a vario titolo informate sui fatti, intercettazioni è emerso un meccanismo fraudolento nel far aumentare i rimborsi corrisposti dal Sistema Sanitario. Una vera e propria truffa ai danni del Servizio Sanitario pubblico per oltre 3 milioni di euro, oggi sottoposti a sequestro. Sono state esaminate 723 cartelle cliniche, di queste 591 presentavano anomalie, con una percentuale d’incidenza pari all’81,74%.

Durante le indagini, si è scoperto il ruolo “fondamentale”, seppur con accezione negativa, che ha il ricoperto il Dirigente dell’ASP di Messina, F.M. classe 1956, indagata per plurime ipotesi di truffa aggravata ai danni dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico e per corruzione. Dalle intercettazioni telefoniche, si è capito come la donna vantasse un rapporto “privilegiato e di cointeressenza” con i vertici di alcune case di cura investigate. Tra questi il romano M.E. classe 1939, per la C.G. S.p.a. e la G. S.p.a., società destinatarie, complessivamente, di maggiori importi provento di truffa per 423.934,00 euro; il calabrese C.D.F. classe 1958, direttore sanitario della Casa di cura gestita dalla C. O. T. S.p.a., destinataria di maggiori importi provento di truffa per 364.415,77 euro, peraltro indagato anche per accesso abusivo al nominato sistema informatico ed, infine, il messinese B.G. classe 1970, socio accomandante della casa di cura V. S., destinataria di maggiori importi
provento di truffa per 655.063,55 euro. Soggetti nei cui confronti è stata disposta la misura cautelare citata.

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