lunedì, 25 Ottobre 2021

Lotta al terrorismo, mancata condivisione delle banche dati: Italia deferita dalla Commissione Europea

La Commissione aveva avviato una procedura di infrazione ai danni dell'Italia già nel 2011, per poi eseguirne una seconda nel 2017.

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L’Italia non ha rispettato le regole sullo scambio di informazioni relative alla lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera, perciò è stata deferita dalla Commissione Europea alla Corte di Giustizia dell’UE. Lo Stato non avrebbe rispettato la “decisione di Prüm”, ossia un insieme di regole vincolanti per gli stati membri per rafforzare la cooperazione giudiziaria, risalenti al 2008.

Per l’Unione Europea la “decisione di Prüm” è “Uno strumento fondamentale nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera” e si materializza nella creazione di banche dati e nello scambio automatizzato di dati e informazioni. La Commissione ha spiegato che queste norme consentono agli stati membri di scambiarsi rapidamente informazioni su DNA, impronte digitali e dati nazionali di immatricolazione dei veicoli, permettendo di identificare i sospetti e di stabilire collegamenti tra cause penali in tutta l’Unione.

Gli Stati membri avrebbero dovuto concretizzare le norme entro agosto 2011, ma nello stesso anno la Commissione aveva avviato una procedura di infrazione a carico dell’Italia inoltrando una lettera di costituzione in mora, passando nel 2017 alla seconda fase della procedura, che prevede l’invio di un parere motivato in cui si chiede il pieno rispetto riguardo gli obblighi giuridici. Ciò nonostante, attualmente risulta che l’Italia non permetta agli altri Stati membri di accedere ai propri dati.

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