lunedì, 21 Giugno 2021

Processo Berlusconi, la Corte Europea: interrogazione al Governo italiano su condanna Cassazione 2013

Chiamato in causa anche l'ex-giudice Antonio Esposito che emise la sentenza nel 2013.

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L’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è sempre stato sulla cresta dell’onda per le sue, a dir poco vivaci, vicende giudiziarie; questa volta, tuttavia, eccolo tornare in voga con questioni di portata internazionale, arrivando ad interessare la Corte Europea dei Diritti Umani. Il noto leader di Forza Italia vi si era appellato il 28 dicembre 2013, muovendo all’Italia accuse molto precise: violazione del suo diritto a un equo processo, mancata considerazione del suo diritto a non essere processato per un reato che gli era già stato contestato in altri due processi e mancata applicazione delle attenuanti.

Alla luce di questo ricorso, lo scorso 26 aprile la Corte di Strasburgo ha deciso di indagare sull’ipotesi di leso principio di imparzialità attraverso la somministrazione di 10 domande rivolte al Governo italiano, in attesa che si proceda al dibattimento per finalizzare l’emissione del verdetto conclusivo. Sono 16 le settimane concesse all’Italia per inoltrare le risposte a Strasburgo.

Ciò che si mira a conoscere è proprio il ruolo rivestito dal Tribunale di Milano per il suo rifiuto ad accogliere la legittima richiesta dell’imputato allo spostamento del proprio processo in altra sede, ottenendo invece l’assegnazione alla sezione feriale della Corte di Cassazione; ancora, se l’imputato abbia potuto pienamente comprendere le accuse a lui rivolte, proprio a causa del rifiuto, da parte del medesimo tribunale a tradurre alcuni documenti del fascicolo; infine, se le richieste di non partecipare al processo per problemi di salute siano state o meno rispettate.

Anche l’ex-giudice Antonio Esposito, che illo tempore emise la sentenza di condanna per frode fiscale nel processo 2013 a Silvio Berlusconi (Mediaset), sarà chiamato in causa per dar conto di quanto deciso in quel processo: “Ho dato mandato ai miei legali di chiedere di potere partecipare al giudizio che si svolgerà a Strasburgo, presenteremo delle memorie e documenti” – con queste parole il magistrato ha dichiarato la sua piena volontà e disponibilità a collaborare alle indagini europee, indagini che riguarderanno anche il Governo, chiamato a rispondere ai rilievi avanzati dalla Cedu entro il 15 settembre.

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