sabato, 19 Giugno 2021

Razzo cinese in caduta libera, Protezione Civile: “State al chiuso”

Il rientro del razzo cinese spaziale è previsto per il 9 maggio

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Il razzo spaziale cinese ‘Lunga marcia 5B’ è fuori controllo. Secondo le previsioni, dovrebbe precipitare al suolo il 9 maggio.

Gli ultimi dati conosciuti lo collocano ad un’altezza di 150 Km (al perigeo) con un angolazione di 41,5°. Ciò significa che, teoricamente, potrebbe cadere ovunque sul pianeta nella fascia compresa tra 41,5° di Latitudine Nord, fino a 41,5° di latitudine Sud.

Per l’Italia significa che sarebbe interessata tutta la regione Centro Meridionale. Nello specifico, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna sono quelle più esposte.

Ieri, il Comitato Operativo della Protezione Civile si è riunito per analizzare gli ipotetici scenari. Il rientro dovrebbe avvenire il 9 maggio, intorno alle 2.24 ora locale. Tuttavia, bisogna calcolare un’incertezza di circa sei ore. Gli esperti suggeriscono di “stare al chiuso”.

Tutte le operazioni del rientro saranno costantemente monitorate e aggiornate dal tavolo tecnico composto da Asi, (Agenzia Spaziale Italiana), da un membro dell’ufficio del Consigliere militare della Presidenza del Consiglio, rappresentati del Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco, della Difesa – Coi, dell’Aeronautica Militare – Isoc e degli Esteri, Enac, Enav, Ispra e la Commissione Speciale di Protezione civile della Conferenza delle Regioni.

Al momento nessuno è in grado di fornire con certezza informazioni riguardo la traiettoria precisa, l’orario e il punto in cui precipiterà. Questo perché non è possibile controllare la riaccensione del vettore, al fine di garantirne un rientro controllato e sicuro.

Quindi, attualmente è in balia della casualità e potrebbe cadere ovunque. Tutto dipenderà dalla densità atmosferica che condiziona gli oggetti in caduta.

Le possibilità che i detriti, cadendo al suolo, possano arrecare danni sono molto limitate. Tuttavia, non sono nulle.  Intanto, la Protezione Civile invita ad assumere comportamenti di auto protezione. Tra i quali, stare al chiuso, lontani da finestre e porte vetrate ed evitare i luoghi aperti.

“I frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone. Pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici”, prosegue la Protezione Civile.

Quali sono i posti più sicuri negli edifici e case al chiuso?

“I posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi). Per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti”.

“È poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell’impatto. Alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero resistere all’impatto”, spiega ancora la Protezione Civile. Il consiglio è “in linea generale, a chiunque avvistasse un frammento, di non toccarlo, mantenendosi a una distanza di almeno 20 metri, e dovrà segnalarlo immediatamente alle autorità competenti”.

Un incidente che si ripete a tre anni di distanza dall’ultimo

Si tratta del secondo razzo cinese è fuori controllo in caduta libera verso la terra. La scorsa volta fu 3 anni fa, quando la Stazione Spaziale cinese Tiangong, completamente fuori controllo, lasciò tutti col fiato sospeso, fino a quando precipitò senza causare danni nell’Oceano Pacifico Meridionale.

Questa volta si tratta invece del vettore cinese Lunga Marcia 5B (o Changzheng 5B) che, lo scorso 29 aprile, ha portato in orbita il primo modulo della Nuova Stazione Spaziale Cinese, la Tiangong 3.

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