lunedì, 17 Maggio 2021

Covid, Zingaretti: “Nessun caso di variante indiana tra Sikh, nel Lazio ottimo sistema di tracciamento”

Il presidente della Regione: "Il virus è ancora più pericoloso di un anno fa, di quando l'ho contratto io, non bisogna abusare delle riaperture e bisogna stare attenti."

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Una frazione di Sabaudia in zona rossa e controlli effettuati nella comunità Sikh, ma nel Lazio non ci sono ancora casi di Covid-19 con variante indiana.
Ospite di Uno Mattina, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, si ritiene soddisfatto del sistema di tracciamento: “Andiamo alla ricerca, ma allo stato attuale non c’è; sta funzionando molto la collaborazione con prefettura, forze dell’ordine ma anche con la stessa comunità indiana che ha tutto l’interesse a circoscrivere i casi, il caso di Latina conferma che nel Lazio c’è un ottimo sistema di tracciamento”.
Zingaretti non si culla, lanciando un avvertimento: “Bisogna avere il coraggio di dire la verità, cioè che il virus non è scomparso, circola e circola con varianti ancora più infettive.
Il virus è ancora più pericoloso di un anno fa, di quando l’ho contratto io, non bisogna abusare delle riaperture e bisogna stare attenti.

Dal Covid si esce in tre modi: con i vaccini, con soldi e finanziamenti per chi è in difficoltà e rispettando le regole individuali”.

Sulla campagna di vaccinazione, il Presidente della Regione Lazio si mostra ottimista: “Oltre al traguardo dei due milioni di vaccinati, siamo praticamente alla chiusura degli over 80 sia per il primo e sopra il 90% con la seconda dose, molto alta anche la percentuale degli over 70 e questo a mio giudizio è il raggiungimento del primo grande obiettivo che avevamo quello di mettere al più presto in sicurezza chi oltre al rischio del Covid aveva molto più di altri il rischio di morire”.
“Questo sicuramente non è qualcosa che avverrà, è qualcosa che è avvenuto e io confido in questa settimana potremmo aprire la vaccinazione ai nati 1964-1965 perché la massa di coloro che è sopra ha avuto un esito positivo e ripeto questo salva le vite che è la cosa più importante – aggiunge – Per la parte di vaccinati per la quale siamo più avanti, gli over 80, stiamo distribuendo a tutti i medici di medicina generale i nomi dei pazienti che non si sono iscritti”.
“Bisogna produrre una ricerca – conclude Zingaretti – fare un’opera di moral suasion e tornare a domandare di vaccinarsi, perché in effetti i conti si fanno su coloro che si sono prenotati e quando si arriva all’80-90% di vaccinati è tempo di andare a cercare chi non lo ha ancora fatto”.

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