venerdì, 14 Maggio 2021

Massimo Zamboni, non suono più: “Ci ragiono e canto”

Massimo Zamboni, in arrivo un nuovo album e un libro

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È uscito “Il canto degli sciagurati”, il nuovo singolo per Massimo Zamboni, storico musicista e compositore dei CCCP e CSI, un’anticipazione da “La mia patria attuale”, il nuovo album che vedrà la luce il prossimo autunno. Un disco che segna una svolta importante per l’artista, che mette da parte la chitarra per dedicarsi al canto, un percorso cantautorale, nuovo ed inatteso, ma che non snatura la sua identità artistica che lo ha sempre contraddistinto, in musica come nella scrittura. Abbiamo chiesto proprio al protagonista di parlarci di questa novità e commentare il video che accompagna il nuovo singolo, che come sempre ha un impatto molto forte, sia nei temi che nelle immagini.

Ciao Massimo, sono molto contento che tu sia ritornato a scrivere, in autunno esce il tuo nuovo album, “La mia patria attuale” e speriamo di poterne godere anche dal vivo.

Spero in verità di essere in giro anche nella prossima estate, sto già progettando delle date in un modo anche dissennato, perché non sapremo se potremo farle o no, ma intanto le programmiamo. L’anno scorso ed in parte anche quest’anno, data l’impossibilità di muoversi, ho messo in essere due progetti molto grandi a cui stavo lavorando da tempo, uno è un libro che uscirà il prossimo mese per Enaudi e l’altro e questo album solista a cui tengo molto perché mi sono calato di più nella figura del cantante che del chitarrista, anzi qui quasi la suono veramente poco. Sono canzoni dedicate al nostro paese, all’Italia, quindi una riflessione non solo su questo ultimo anno ma ha dei tempi molto più lunghi. È  il pormi quasi di fronte ad una cartina del nostro paese e mettere nei solchi di un vinile le riflessioni, i pensieri, le sensazioni, le passioni, la rabbia che questo comporta. Sono canzoni più cantautorali del solito, molto più pensate che suonate, meno rockettare o “punkettare” del solito, avevo voglia di una cifra musicale un po’ diversa questa volta. È appena uscito il primo singolo, “Il canto degli sciagurati” come anticipazione, ma anche il video, sta avendo ottimi riscontri, sono molto contento.

L’impostazione cantautorale, questo diverso approccio che tu hai avuto si sente molto nel disco, a livello di tematiche mi sembra che tu abbia recuperato anche qualcosa che avevi già avviato con “La macchia mongolica” o “Anime galleggianti” con una impostazione diversa, appunto. Il video che accompagna il nuovo singolo, curato da Piergiorgio Casotti, ha un approccio cinematografico, l’interpretazione e le immagini rappresentano perfettamente il mood del brano, credo che riesca a spiegare bene il senso della canzone

Si è proprio così, non riesco a considerare “il canto degli sciagurati” come una canzone ma quasi come un piccolo breve atto teatrale, sia per la composizione particolare del brano che per la messa in scena che abbiamo preparato per il video. È la storia di una rivolta eterna, quella degli sciagurati contro un potere quasi cieco, freddo, razionale determinato a sterminarli, infatti nel video tutti i nostri sciagurati moriranno. Per contro c’è un potere che manda i suoi soldati, soldati napoleonici in questo caso, a compiere il loro lavoro con assoluta non curanza, per loro è come se fosse un turno in fabbrica, un cartellino da timbrare, per uccidere questa opposizione. Un video molto forte, lo abbiamo voluto girare in bianco e nero per dargli un tempo più eterno, non legato a tempi più precisi o recenti anche se li comprende. Però volevo far ragionare sul fatto che questo tipo di lotta nasce insieme all’uomo, è secolare, millenaria.

Tornando a parlare delle date dei tuoi concerti, sperando che possano veramente partire in estate, avendo intrapreso questa nuova via cantautorale, da un lato sono curioso di sapere come ti senti in questa nuova veste e poi come imposterai i live

Mi sento molto determinato, ho sempre questo spirito punkettone che anima le cose che faccio, quindi in maniera quasi del tutto sconsiderata a 64 anni decido di abbandonare quasi del tutto la chitarra e di dedicarmi di più alla voce, fa parte di una continua scommessa con me stesso, è sempre la ricerca della propria voce in qualche modo. Non so come starò sul palco, non so come sembrerà, certo che decidere di staccare il cordone ombelicale a forma di jack che lega una chitarra ad un amplificatore è un bel salto, questo lo è decisamente. Il live della prossima estate sarà sicuramente misto, ci sarà il canto degli sciagurati e un po’ di novità, sarà il mio repertorio generale, non ancora la canzoni del nuovo album che vorrei riservare per l’autunno con un live diverso fatto apposta per l’occasione, quindi bisognerà ripensare gli arrangiamenti ma anche gli strumenti, ci vorrà un nuovo strumentista sicuramente. In estate continuerei con quello che volevo fare l’anno scorso ma che non siamo riusciti a portare a termine, cioè le mie canzoni, qualche canzone dei CCCP e dei CSI, il nostro spettacolo classico insomma.

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