venerdì, 17 Settembre 2021

Nessuno fermi i MÅNESKIN. La strada, X Factor, Sanremo e gli Eurovision

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Saranno i Måneskin a portare per la prima volta lo scettro del rock italiano alla sessantacinquesima edizione dell’Eurovision Song Contest. Non c’è da preoccuparsi, gli studenti della scuola di Manuel Agnelli si sono diplomati a pieni voti: lo dimostrano la vittoria a Sanremo, la sesta posizione nella Top 10 global album debuts di Spotify, il 106esimo posto nella Billboard global excl. U.S. chart e il beneplacito ottenuto, nella settimana ligure, da alcuni dei grandi nomi del rock italiano.

Il loro ultimo album, Teatro d’ira – Vol. I, è un progetto più ampio de Il ballo della vita (2018), ma non ne rinnega il sound. I ragazzi che non vogliono stare né zitti né buoni hanno saputo sapientemente fondere la passione per il rock degli anni ’70 intrecciandolo al soul ed il funk.

Seppur criticati durante la settimana di Sanremo, sia da chi non mastica rock sia (incredibilmente) dagli appassionati, proprio la giovane band romana ha avuto il primato di aver portato alla vittoria un genere che negli ultimi anni aveva solo fatto capolino sul palco dell’Ariston senza far troppo parlare di sé.

Abbiamo fiducia in Victoria, Damiano, Thomas ed Ethan, nella loro energia e nella loro giovinezza; siamo sicuri che a Rotterdam sapranno portare alta l’insegna del rock italiano come hanno fatto in passato, sui palchi di mezzo mondo, Afterhours, Litfiba, CCCP, The Zen Circus a partire dagli anni ’80-’90.

Proprio il mentore dei Måneskin, Manuel Agnelli, all’inizio degli anni ’90 faceva conoscere alla città di New York il graffiante, sebbene acerbo, sound degli Afterhours, mentre Piero Pelù, già da dieci anni, plasmava a sua immagine e somiglianza la new wave della prima formazione dei Litfiba nei locali storici di Parigi. Negli stessi anni Giovanni Lindo Ferretti emulsionava i suoni della scena industrial tedesca con quelli più orientali per dare vita al punk tricolore, testandolo nei centri sociali di Berlino. Poco dopo, gli album dei CCCP uscivano dalle casse del Macchia Nera di Pisa dove Andrea Appino, frontman dei The Zen Circus, stava mettendo su la band che avrebbe suonato al Mona Foma (in Tasmania) dopo il successo raggiunto in seguito alla collaborazione con Brian Ritchie degli storici Violent Femmes.

Ci auguriamo che i Måneskin abbiano la stessa fortuna, che sappiano arrivare ancor più in alto dei loro antenati e che riescano finalmente spiegare cos’è il colore a chi vede in bianco e nero (come recita il testo di Vent’anni, il singolo che a ottobre 2020 ha anticipato l’uscita dell’album più venduto in Italia a marzo 2021).

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