lunedì, 15 Aprile 2024

Il caso “Dossier” scuote la politica italiana, reazioni e polemiche crescenti

Il leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, ha espresso profonda preoccupazione per quanto emerso dall'inchiesta, definendo "gravissimo" il comportamento di funzionari statali

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La politica italiana è scossa da un nuovo scandalo che coinvolge funzionari statali e la diffusione indebita di informazioni sensibili a politici e personaggi pubblici. Il tenente della Guardia di Finanza Pasquale Striano, mentre era in servizio presso la procura nazionale antimafia, è accusato di aver spiato decine di politici e VIP, accedendo in modo abusivo alle banche dati contenenti informazioni riservate.

La polemica si è intensificata ulteriormente con la pubblicazione su giornali italiani di altri nomi degli individui “spiati”. L’attenzione si concentra ora sulle audizioni che si terranno giovedì al Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) del procuratore nazionale Antimafia Giovanni Melillo e del procuratore di Perugia Raffaele Cantone, entrambi coinvolti nell’inchiesta sui presunti dossier.

Il leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha espresso profonda preoccupazione per quanto emerso dall’inchiesta, definendo “gravissimo” il comportamento di funzionari statali che avrebbero violato la legge facendo verifiche su cittadini e passando le informazioni alla stampa. Meloni ha richiesto chiarezza su chi siano i mandanti di tali azioni, sottolineando la gravità dell’episodio.

Anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha condannato fermamente l’accaduto, definendolo “estremamente grave” e sottolineando il diritto alla privacy garantito dalla Costituzione italiana.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha manifestato la sua volontà di non parlare pubblicamente sull’argomento per rispetto dell’inchiesta in corso, ma ha sottolineato di essere stato la parte lesa e ha criticato il fatto che gli indagati abbiano parlato pubblicamente della vicenda.

Il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli ha evidenziato la presenza di un “disegno politico” dietro gli accessi abusivi alle informazioni riservate, sottolineando la necessità di scoprire i mandanti di tali azioni.

Anche il governatore lombardo Attilio Fontana è stato coinvolto nell’inchiesta, definendo la situazione “sconvolgente” e richiamando l’intervento del presidente della Repubblica per tutelare lo Stato di diritto e la democrazia.

La segretaria del PD Elly Schlein ha definito lo scandalo “inaudito” e ha chiesto chiarezza sull’accaduto, ribadendo la necessità di evitare che simili episodi si ripetano in futuro.

Infine, numerosi politici di diversi schieramenti hanno espresso profonda preoccupazione e condanna per quanto emerso dall’inchiesta, definendo la situazione “pericolosa” e richiedendo ulteriori chiarimenti e indagini approfondite per fare luce sull’accaduto.

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