lunedì, 15 Aprile 2024

Israele-Hamas, trattative tese: proposta di accordo su rilascio ostaggi

La proposta prevede una tregua di sei settimane, durante la quale verranno rilasciati i militari israeliani e i corpi dei prigionieri deceduti in custodia di Hamas.

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Le negoziazioni tra Israele e Hamas per la liberazione degli ostaggi stanno attraversando una fase critica, con una bozza di accordo che suggerisce il rilascio di tre detenuti palestinesi per ogni civile israeliano liberato. L’accordo, attualmente in fase iniziale, è stato presentato dai mediatori internazionali, inclusi Stati Uniti, Egitto e Qatar, ma richiede ancora l’approvazione definitiva da entrambe le parti coinvolte.

Secondo quanto riferito dal Washington Post, la proposta prevede una tregua di sei settimane, durante la quale verranno rilasciati i militari israeliani e i corpi dei prigionieri deceduti in custodia di Hamas. L’obiettivo è di estendere ulteriormente la tregua per raggiungere una cessazione permanente degli scontri, che perdurano da ben quattro mesi.

Attualmente, si stima che ci siano ancora 109 ostaggi detenuti da Hamas a Gaza, compresi anziani, bambini e alcuni cittadini americani, insieme ai corpi di 27 persone. La proposta di accordo è stata discussa e delineata a Parigi, con la partecipazione di figure di spicco come il capo del Mossad e il direttore della Cia.

Il documento di due o tre pagine suggerisce una serie di pause successive alla prima tregua, durante le quali si procederà al rilascio dei prigionieri israeliani e dei corpi degli ostaggi deceduti. Tuttavia, la delicata questione del numero esatto di militari israeliani in ostaggio a Gaza potrebbe rappresentare un ostacolo significativo. Al momento, non è chiaro chi selezionerà i prigionieri palestinesi destinati al rilascio e secondo quali criteri verranno scelti.

Le trattative sono ancora nelle fasi iniziali, e funzionari anonimi a conoscenza dei negoziati hanno dichiarato che l’effettivo accordo richiederà del tempo, in quanto ci sono molte questioni dettagliate da affrontare. Entrambe le parti hanno già dichiarato le loro “linee rosse”, con il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu che ha sottolineato la non volontà di richiamare le truppe israeliane da Gaza o di rilasciare migliaia di terroristi.

Hamas, d’altro canto, ha dichiarato che qualsiasi accordo deve includere la garanzia di una cessazione completa dell’aggressione su Gaza, il ritiro delle forze di occupazione e un aumento degli aiuti umanitari.

In parallelo, ulteriori tensioni emergono con l’informazione dell’ennesimo bombardamento dell’ospedale al-Awda a Gaza da parte delle forze israeliane. Questo rappresenta il quarto attacco alla struttura sanitaria dall’inizio del conflitto, suscitando preoccupazioni per la sicurezza dei pazienti e del personale medico. La situazione resta fluida, e il destino delle trattative rimane incerto.

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