domenica, 14 Aprile 2024

Manovra 2024, la Commissione Bilancio dice sì ai 4 emendamenti: pensioni, sanità e sicurezza in primo piano

La commissione Bilancio si è riunita alle 10 per passare il mandato ai relatori, dopo le dichiarazioni finali. Hanno approvato gli emendamenti della Manovra 2024, sulle pensioni, sanità, finanziamenti per il ponte sullo Stretto e la sicurezza

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La commissione Bilancio ha approvato i quattro emendamenti previsti dalla Manovra 2024. Riguardano le pensioni, gli enti locali, i finanziamenti per le infrastrutture e la sicurezza. La seduta della commissione era iniziata all’1 di notte e si era poi conclusa intorno alle 6 di mattina. Si sono riuniti successivamente alle 10 per le dichiarazioni finali di voto e passare il mandato ai relatori. “É stato un lavoro molto impegnativo, credo che alla fine il governo abbia portato a casa diversi risultati. Abbiamo cercato di ascoltare anche le ragioni dell’opposizione e non abbiamo compresso il dibattito. Alla fine un percorso ordinato si è raggiunto, credo con beneficio di tutti. C’è stato spazio per tutti i gruppi parlamentari”, ha detto Luca Ciriani, ministro per i rapporti con il Parlamento.

Nessun taglio alle pensioni di vecchiaia, ma sì a quelle anticipate

Negli emendamenti non sarà previsto nessun taglio alle pensioni di vecchiaia per medici, operatori sanitari, dipendenti degli enti locali, ufficiali giudiziari e insegnanti. I dirigenti medici e gli infermieri, volontariamente, possono rimanere al lavoro fino a 70 anni. Ci saranno dei tagli sulle pensioni anticipate, ad esclusione del settore sanità. Per la sanità, la riduzione diminuirà in base all’anticipo del pensionamento. Le riduzioni non saranno applicate ai soggetti con requisiti per il pensionamento entro il 31 dicembre 2023 e nei casi di cessazione dal servizio per il limite di età o servizio.

L’accesso alla pensione anticipata è prevista dopo un’anzianità contribuita di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. In base alle professione, che sia medica, ente locale, insegnante o ufficiale, l’accesso corrisponde ad almeno 3 mesi dalla data di maturazione dei requisiti richiesti, se pero maturati entro il 31 dicembre 2023. Per queste categorie, la riduzione della pensione è ridotta a un trentaseiesimo per ogni mese di posticipo dell’accesso al pensionamento.

Finanziamenti confermati per il Ponte sullo Stretto

Poi, la Commissione conferma i finanziamenti per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. I costi equivalgono a 11,63 miliardi di euro. Le spese a carico dello Stato sono di 2.3 miliardi di euro attraverso il fondo per lo Sviluppo e la Coesione in capo alle regioni. L’emendamento prevedeva una spesa di 9.312 mln di euro. Viene aggiunta una parte reperita attraverso l’autorizzazione della spesa di 718 mln di euro, imputata sulle amministrazione centrali. E altri 1.6 miliardi di euro, imputate sulle risorse indicate per le Regioni Sicilia e Calabria dalla delibera della Cipess.

Infatti, entro il 30 giugno di ogni anno, la Sicilia e la Calabria devono stipulare accordi con il ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il Pnrr per gli importi annuali destinati alle risorse per la realizzazione del Ponte. Il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, poi, deve presentare un’informativa al Cipess sulle iniziative per la copertura dei costi. Con apposite delibere, il Cipess attesta la sussistenza delle ulteriori risorse, determinando la corrispondete riduzione in via prioritaria dell’autorizzazione della spesa.

Fondo di 32 mln per le forze dell’ordine

Inoltre, la commissione bilancio ha approvato un fondo di 32 milioni di euro per gli anni 2024-25 e di 42 milioni di euro dal 2026. Il fondo è stabilito per i provvedimenti negoziali relativi al biennio 2022-24 e per la disciplina degli istituti normativi e ai trattamenti economici del personale delle Forze armate. Si dà privilegio a quelli che valorizzano i servizi di natura operativa di ciascuna amministrazione. In caso di mancato perfezionamento dei provvedimenti negoziali alla data 10 gennaio 2025, l’importo annuale è destinato alle risorse dei fondi per i servizi istituzionali del personale del comparto sicurezza-difesa e del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Per le iniziative del benessere delle forze dell’ordine, la spesa è di 38.299.275 euro  dal 2024 al 2026 fino alla stipula di polizze assicurative per la copertura sanitaria e infortunistica integrativa. Saranno ripartite: 6.948.600 euro per l’Esercito italiano; 2.217.525 euro per la Marina militare; 2.981.475 euro per l’Aeronautica militare; 775.125 euro per le Capitanerie di porto; 8.000.550 euro per l’Arma dei carabinieri; 4.449.000 euro per la Guardia di finanza; 7.426.200 euro per la Polizia di Stato; 2.855.400 per la Polizia penitenziaria; 2.645.400 euro per i Vigili del fuoco.

Aiuti finanziari per regioni per i prezzi sull’energia

La commissione approva 100 mln di euro per le regioni a statuto ordinario per l’anno 2024, necessari per l’aumento dei prezzi delle fonti energetiche, e la riduzione di 250 mln di euro per gli investimenti. La riduzione è necessaria per garantire la neutralità finanziaria sui saldi di finanza pubblica. Le regioni a cui spettano il contributo di 100 milioni di euro sono riconosciute in base a una copertura in termini di indebitamento netto. In base alle informazioni della finanza pubblica nella Nadef 2023, per l’indebitamento netto occorre ridurre gli stanziamenti per investimenti di 250 milioni di euro.

Poi, per gli interventi di risparmio energetico è stata estesa una cumulabilità delle agevolazioni fiscali con i contributi regionali. Per la Valle d’Aosta, il Friuli-Venezia Giulia, la Sardegna, Trento e Bolzano, saranno donati quasi 105,6 milioni di euro per il ristoro: oltre 5 milioni alla Val d’Aosta, quasi 21 mln a Bolzano, circa 19,5 mln a Trento, oltre 29 mln per il Friuli Venezia Giulia e quasi 40 mln per la Sardegna.

Si alla cedolare secca e alle aliquote Imu, ma no alla proroga allo smart working

Infine, la commissione Bilancio ha approvato la cedolare secca al 26% per gli affitti brevi. Ossia, per i redditi di contratti di locazione breve, l’aliquota sarà ridotta al 21%. Si aggiunge poi che l’accesso nel 2024 al fondo per l’acquisto della prima casa anche per le famiglie numerose. È prevista una nuova rata entro febbraio per fissare le aliquote Imu. Nel 2023, le delibere regolamentari e di approvazioni delle aliquote e delle tariffe sono tempestive solo se inserite nel portale del federalismo fiscale entro il 30 novembre 2023. Per questo, il termine di pubblicazione delle delibere è fissato al 15 gennaio 2024. In caso di una differenza positiva tra le nuove aliquote e l’imposta del 18 dicembre, si dovrà pagare entro il 29 febbraio 2024 senza interessi. Mentre, se emerge una differenza negativa, saranno rimborsati.

La proposta della proroga di un mese per lo smart working è stata bocciata per i dipendenti pubblici fragili. Inoltre, prevedeva lo spostamento della data di scadenza dal 31 dicembre 2023 al 31 gennaio 2024.

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