giovedì, 29 Febbraio 2024

Omicidio di Giulia Cecchettin, interrogatorio chiave per Filippo Turetta

Il 21enne, arrestato in Germania e recentemente trasferito in Italia, dovrà rispondere a una serie di domande cruciali.

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Filippo Turetta, il giovane accusato di omicidio volontario aggravato e sequestro di persona della sua ex fidanzata Giulia Cecchettin, affronterà oggi l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari Benedetta Vitolo. L’interrogatorio, che si terrà nel carcere Montorio di Verona dove è detenuto, sarà decisivo per capire la versione dei fatti secondo il suo punto di vista.

Il 21enne, arrestato in Germania e recentemente trasferito in Italia, dovrà rispondere a una serie di domande cruciali. Tra queste, il motivo per cui aveva con sé 300 euro, l’acquisto online del nastro adesivo utilizzato per impedire a Giulia di urlare, la pianificazione di possibili percorsi di fuga, e il motivo per cui si era procurato dei sacchi neri trovati accanto al corpo abbandonato nei pressi del lago di Barcis.

L’accusa potrebbe aggravarsi ulteriormente, con il pubblico ministero Andrea Petroni che potrebbe contestare a Turetta la premeditazione e l’occultamento di cadavere. Anche se la premeditazione non è stata inizialmente contestata, potrebbe essere evocata in base a nuovi elementi emersi, come la presenza di un coltello e di un guanto nella sua auto Punto nera, che deve ancora fare ritorno in Italia.

L’interrogatorio rappresenta una tappa cruciale nel processo, e il pm Petroni potrebbe decidere di avanzare accuse più gravi in base alle risposte di Turetta. La premeditazione, se contestata, potrebbe portare a una condanna fino all’ergastolo.

Turetta ha già confessato l’omicidio in Germania, ma le sue ammissioni devono essere ripetute davanti al giudice italiano per avere valore. Nel corso dell’interrogatorio, il giovane ha tre opzioni: rispondere alle domande del magistrato, rilasciare dichiarazioni spontanee o decidere di tacere.

Il suo avvocato, Giovanni Caruso, potrebbe richiedere già in questa fase una perizia psichiatrica. Altrimenti, se non verranno avanzate richieste, il giudice non dovrà emettere nuovi provvedimenti.

Nel frattempo, i genitori di Turetta sono chiusi nel silenzio, attendendo il primo incontro con il figlio dopo l’interrogatorio. Dopo gli appelli disperati della madre, il dolore espresso dal padre e la difficile accettazione della situazione da parte della famiglia, ora sono in attesa di ulteriori sviluppi legali.

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