sabato, 15 Giugno 2024

“Felicitazioni! CCCP – Fedeli alla linea. 1984 – 2024”, la grande mostra inedita, a cura degli stessi CCCP nata per celebrare il 40 anni di una delle esperienze musicali più interessanti della storia del punk

I CCCP - Fedeli alla Linea (Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Annarella Giudici, Danilo Fatur) a 40 anni dall’uscita del loro primo EP “Ortodossia”, riaprono i cassetti di un archivio collettivo fatto di immagini, suoni, testi, abiti, scenografie ed esperienze per far rivivere al visitatore quei momenti che hanno segnato la loro esistenza e che continuano a creare nessi culturali tra epoche e luoghi opposti. 

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La Fondazione Palazzo Magnani e il Comune di Reggio Emilia promuovono e organizzano “Felicitazioni! CCCP – Fedeli alla linea. 1984 – 2024”, la grande mostra inedita, a cura degli stessi CCCP – Fedeli alla Linea, nata per celebrare il 40 anni di una delle esperienze musicali più interessanti della storia del punk.

Si terrà dal 12 ottobre 2023 all’11 febbraio 2024 ai Chiostri di San Pietro di Reggio Emilia. Sono disponibili ancora per poche settimane al seguente link gli early bird
(biglietto open 10 euro + d.p.): https://ticket.midaticket.it/palazzomagnani/Events.

Da oggi, 1 settembre, è in pre-order l’esclusivo cofanetto “FELICITAZIONI! CCCP – Fedeli alla linea. 1984 – 2024” (USM/Universal Music), numerato e in edizione limitata che contiene 18 brani storici dei CCCP – Fedeli alla linea che si ricollegano al percorso della mostra: link pre order https://bio.to/FELICITAZIONI.

Il box deluxe comprende due vinili 180gr, un CD, un libretto di 20 pagine con i bozzetti originali della mostra e foto live, 5 spillette da collezione, 5 cartoline con immagini inedite e 5 ritratti del grande fotografo Guido Harari scattati a Palazzo Masdoni, storica sede del PCI di Reggio Emilia.

Il doppio vinile e il CD sono disponibili anche singolarmente in pre order.

Tracklist:

  1. Live in Pankow
  2. Spara Jurij
  3. Emilia Paranoica
  4. Morire
  5. Mi ami?
  6. Io sto bene
  7. Curami
  8. A ja ljublju SSSR
  9. Manifesto
  10. Radio Kabul
  11. Guerra e pace
  12. Svegliami
  13. Palestina / Madre
  14. Tomorrow con Amanda Lear
  15. Amandoti
  16. Depressione caspica
  17. Maciste contro tutti
  18. Annarella

Reggiani di nascita anagrafica, concepiti a Berlino, rinati al mondo nell’Emilia Paranoica degli anni ‘80, caduti assieme al Muro alla fine di quel decennio, i CCCP – Fedeli alla Linea si sono imposti come un fenomeno che ben lontano dall’esaurirsi in quegli anni dimenticati è restato capace di ritrovare continuamente la propria attualità grazie a intuizioni che ancora oggi sono di riferimento per una moltitudine di appassionati.

I CCCP – Fedeli alla Linea (Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Annarella Giudici, Danilo Fatur) a 40 anni dall’uscita del loro primo EP “Ortodossia”, riaprono i cassetti di un archivio collettivo fatto di immagini, suoni, testi, abiti, scenografie ed esperienze per far rivivere al visitatore quei momenti che hanno segnato la loro esistenza e che continuano a creare nessi culturali tra epoche e luoghi opposti.

La mostra, che sottolineerà la forza dirompente dei testi e l’aura quasi mitologica che circonda il gruppo, ne ripercorrerà l’intera storia. Una storia che ha intercettato alcuni tra i nomi più caratterizzanti degli anni ’80, da Pier Vittorio Tondelli a Luigi Ghirri a Amanda Lear.

Un percorso che attraverso il rigore caotico dei CCCP – Fedeli alla Linea porterà il visitatore a scoprire i dischi pubblicati dal gruppo, la gestazione di ognuno di essi, il racconto del mondo che li circondava e a cui si sono ispirati e poi gli universi generati attraverso i suoni, i testi, gli abiti e le performance create. Il racconto cronologico lascerà anche spazio a ambientazioni immersive atte a ricostruire, attraverso installazioni sonore, video, parole e immagini, l’attualità dell’essere CCCP, le esperienze quotidiane delle varie fasi creative, le sperimentazioni e i concerti.

Partendo da Reggio Emilia, la mostra proietterà il visitatore in uno spazio umano illimitato, collegando di volta in volta Berlino est e ovest, l’Europa delle frontiere, Beirut, il mondo arabo, URSS e paesi satelliti, la Cina, Hong Kong, la Mongolia, Kabul, Palestina, Israele, Mosca, Leningrado e trasformando vorticosamente quei luoghi in periferie e centri di un unico impero mentale. Il progetto allestitivo è curato da Stefania Vasques e si arricchisce dei contributi artistici di Arthur Duff, Roberto Pugliese, Stefano Roveda e Luca Prandini; il light design sarà firmato da Pasquale Mari. La mostra è realizzata grazie ai Fondi europei della Regione Emilia-Romagna.

Un viaggio che potrà essere percorso anche attraverso i 18 brani contenuti nel box deluxe “FELICITAZIONI! CCCP – Fedeli alla linea. 1984 – 2024”.

Questa sarà la prima di una serie di pubblicazioni discografiche a cura di Universal Music, insieme ai CCCP – Fedeli alla linea, che celebreranno i 40 anni di storia della band.

 

È disponibile in pre-order anche il libro-catalogo “Felicitazioni! CCCP – Fedeli alla linea. 1984 – 2024” a cura di Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Annarella Giudici, Danilo Fatur, per Interno4 edizioni. Dal 12 ottobre sarà disponibile al bookshop dei Chiostri di San Pietro e in tutte le librerie d’Italia. Ben 460 pagine a colori in cui si potrà ripercorre l’esperienza della mostra attraverso la riproduzione delle grafiche, le fotografie, i testi e le immagini originali che hanno accompagnato la storia del gruppo.

Inoltre, sabato 21 ottobre i CCCP – Fedeli alla Linea saranno al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia per il “Gran Gala Punkettone di parole e immagini” (evento sold out). Si racconteranno al pubblico con Daria Bignardi e Andrea Scanzi. Regia di Fabio Cherstich.

Sono passati quarant’anni dagli esordi di quella che è poi diventata storia. Da allora si continua a scrivere di CCCP – Fedeli alla Linea, le loro canzoni sono state reinterpretate e dilatate nei modi più disparati e negli scenari più impensati, sono usciti documentari e film, libri, tesi universitarie, installazioni e mostre. Un paio di generazioni si sono succedute e ancora, come allora “Non studio non lavor

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