mercoledì, 17 Aprile 2024

Sanremo 2023, i Cugini di Campagna presentano “Lettera 22”: il brano scritto da La Rappresentante di Lista

I cugini di Campagna arrivano a Sanremo con "Lettera 22", il brano scritto per loro da La Rappresentante di Lista. La canzone parla di come si possa trovare il modo giusto per raccontarsi con sincerità, chiedere scusa e raccontare il dolore.

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I Cugini di Campagna arrivano a Sanremo  con Lettera 22, brano scritto per loro da La Rappresentante di Lista con la produzione esecutiva Pasquale Mammaro e la produzione artistica Fabio Gargiulo.

Il brao è stato pubblicato dall’etichetta Starpoint Corporation e distribuito da Universal Music Italia.

I Cugini di Campagna, con l’energia che li contraddistingue e che non hanno perso, come i capelli, hanno aspettato cinquant’anni ma questo non poteva non essere il loro anno con il numero 7 a guidare il loro cammino verso l’ambìto palco dell’Ariston. Silvano ed Ivano Michetti, gemelli diversi come amano definirsi, nascono nel ’47, esordiscono negli anni ‘70 e il grande successo arriva con Anima Mia nel ’73; il 73° Festival comincia il 7 e termina l’11 febbraio, quando compiranno 76 anni, festeggiando compleanno e una meravigliosa carriera.
Sono state le  le idee di Ivano a definire il look con il quale I Cugini di Campagna si sono presentati sul palco dell’Ariston. Queste hanno preso forma  con la stessa ispirazione della prima volta, quando bambino teneva incantato gli occhi fissi sulla volta della Cappella Sistina e in quei colori meravigliosi di Michelangelo, ha immaginato di disegnare i loro abiti.

“Dopo cinquant’anni da Anima Mia e 53 dalla nascita dei Cugini, volevamo presentarci a Sanremo, essendo noi stessi, non con una veste nuova, ma rinnovata. I Cugini sono i Cugini, con le zeppe, la voce e con tutti i capelli, che grazie a Dio non ci sono cascati! Non cambieremo mai; hanno provato in tanti negli anni a convincerci a farlo ma noi abbiamo saputo cavalcare il tempo rimanendo fedeli a noi stessi e alla nostra “anima”.

Il brano che hanno portato  al 73° Festival di Sanremo è stato  scritto per loro da La Rappresentante di Lista a dimostrazione di come la Musica possa dialogare con il passato con uno sguardo al futuro, portandoci in un viaggio emozionale, che siamo certi, saprà sorprendere:

“Lettera 22, perché ci piace l’idea che sia una lettera a dare risalto alle parole di questo brano, che sono importanti. La Lettera 22 non c’è nell’alfabeto italiano: un po’ come le parole giuste che, spesso non si trovano per esprimere qualcosa di importante. Il brano, infatti, parla proprio di questo: trovare il modo giusto per raccontarsi con sincerità, per chiedere scusa, per superare un dolore. È anche, però, il nome di una Olivetti degli anni Cinquanta, una macchina da scrivere che si chiama proprio Lettera 22. A chi si domanda come mai portiamo un pezzo della Rappresentante di Lista, rispondo – dice Ivano – ho settantacinque anni e da ragazzino quando mi facevano ascoltare una canzone di uno della mia età, non mi piaceva. Sono obiettivo e so che a Sanremo voglio andare dialogando con i giovani. A colpirmi sono state subito la musica e armonie, che il direttore d’orchestra che è in me ha colto al volo. Ho arrangiato alla mia maniera pensando alla Cappella Sistina, lavorando anche sui testi, trovando la quadra, per un brano che ci calza a pennello”.

Aggiungono inoltre:

“Andiamo a Sanremo per divertirci, portare una ventata di allegria con la speranza che rimanga qualche nota della nostra canzone” (I Cugini di Campagna)

I Cugini di Campagna sono stati i precursori dei Maneskin, anticipandone cinquant’anni prima l’originalità e la voglia di fare musica con uno stile assolutamente personale, senza paura. Damiano & Co. hanno iniziato a suonare in via del Corso, i Cugini di Campagna, poco distante, vicino alla Fontana di Trevi, che grazie a filo di nylon e calamita, ha contribuito all’acquisto delle prime chitarre.
Ancora una volta c’è “lo zampino” di Pasquale Mammaro, l’uomo che a Sanremo, con Il Volo e Diodato (da editore) e con Orietta Berti e Donatella Rettore (da produttore e editore) in ordine di tempo, ha dimostrato di avere un intuito infallibile e che quest’anno conferma la sua attitudine a dare valore e risalto agli artisti che da molti sarebbero giudicati “passati”:

“I grandi rimangono grandi e il mio motto è, come dicono gli americani, Old is Gold. Ho le mie intuizioni – conclude Pasquale Mammaro – delle quali mi fido, anche quando non trovano l’approvazione altrui. I Cugini di Campagna e la loro assoluta cifra musicale e artistica, sono davvero Gold e sono davvero felice che possano finalmente calcare questo prestigioso palco”.

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