giovedì, 9 Febbraio 2023

Niccolò Fabi racconta il suo nuovo progetto discografico “Meno per meno “

Niccolò Fabi racconta il suo nuovo progetto discografico " Meno per meno " in uscita il 2. dicembre durante la conferenza stampa tenutasi al Santeria Toscana 31 di Milano.

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Venerdì 2 dicembre esce “Meno per meno”, il nuovo disco di Niccolò Fabi che celebra i suoi 25 anni di carriera. Si tratta di una rielaborazione dell’esperienza presentata durante  il suo primo concerto all’Arena di Verona, tenutosi il 2 ottobre di quest’anno. Martedì 29 novembre si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto presso il Santeria Toscana di Milano.

In questo incontro informale l’artista ha deciso di rivelare ai giornalisti molte curiosità sul nuovo album e di rispondere anche alle domande pervenute dando moltissimi spunti di riflessione su differenti tematiche anche attinenti ai testi dei quattro brani inediti presenti nell’album.

L’artista ha raccontato che la scelta di esibirsi all’Arena di Verona  è stata per lui un salto  nel vuoto ma anche un modo per mettersi in gioco e condurre il pubblico ad empatizzare di più con la sua musica: le canzoni sono state presentate in una veste nuova con degli arrangiamenti orchestrali curati dal Maestro Enrico Melozzi.

Fabi ha sempre temuto che il suono orchestrale potesse risultare inappropriato da accostare ai suoi brani perché la sua paura era che un linguaggio già di per sé sentimentale potesse risultare troppo melenso. Da grande artista quale è però ha deciso di rischiare e di proporre al suo pubblico qualcosa di nuovo. E’ stato difficile decidere  quali brani  presentare durante il concerto perché tutto il repertorio si adattava molto bene alla nuova  veste sonora prevista. La scelta è stata fatta cercando di andare incontro al gusto dello spettatore e lavorando sugli arrangiamenti partendo da dei semplici provini chitarra e voce  su cui Melozzi ha potuto effettuare delle scelte musicali molto libere.

Tutto questo è stato il punto di partenza che poi ha visto nascere il nuovo progetto discografico: a 25 anni dall’inizio della sua carriera, Fabi ha ritenuto necessario non presentare al suo pubblico un album contenente solamente inediti, ma piuttosto ha scelto di includerne nel progetto solamente alcuni, per poi dare ad altri suoi successi una nuova veste. La decisione è stata anche dettata dal fatto che, come da lui esplicitamente dichiarato, più passa il tempo e più per un artista diventa difficile mantenere sempre accesa la lanterna dell’ispirazione perché scrivere i testi significa sintetizzare tanto, e attraverso la sintesi a volte, si rischia di diventare banali. Durante la lavorazione del disco infatti, ha ritenuto che solo quattro brani inediti, tra quelli mai pubblicati, meritassero di venire alla luce.

Uno di questi è ” L’uomo che rimane al buio”,  che affronta il tema della paura della libertà: il messaggio che l’artista vuole lanciare attraverso questo brano è che molto spesso l’avere dei paletti a volte può risultare un conforto per l’uomo, non necessariamente è da vedersi come un limite: anche quando però si ritorna in una situazione di apparente normalità, cioè si riacquista metaforicamente  la propria libertà, si mantengono nella nostra interiorità una serie di paure rispetto a quella condizione di  stabilità appena ritrovata.

” Al di fuori dell’amore”  è invece un brano che è stato scritto in due momenti differenti della vita dell’artista, ma che ha una frase chiave che racchiude tutto il significato del brano.

“In questo tempo non è facile orientarsi / nella cartina che teniamo tra le mani / non ci sono punti cardinali”

Viviamo in un periodo storico in cui riuscire ad avere un’idea  precisa su tutto ciò che succede intorno è estremamente difficile e questo genera nell’artista una sensazione di spaesamento che fa sì che il cervello non riesca a mettere in ordine le informazioni ricevute per poter esprimere un’opinione concreta, non filtrata e veritiera sulle cose.

Spesso, racconta l’artista, anche quello che raccontiamo in musica rischia di perdere autorevolezza, per questo secondo lui è molto importante essere portatori di sensibilità attraverso quello che si scrive, ma soprattutto è importante essere narratori del proprio tempo attraverso un proprio linguaggio, piuttosto che dimostrare di prendere posizione attraverso mezzi come i social network, che rischiano di ridurre le considerazioni ad appelli ridotti che hanno una grammatica sdoganata.

Per spiegarsi meglio, Fabi ha riportato  un esempio relativo ad un episodio avvenuto durante il suo concerto all’Arena di Verona. Durante l’esecuzione del brano “Io sono l’altro, all’arrivo della frase “Io sono il velo che copre il viso delle donne” tutto il pubblico ha cominciato ad applaudire. A volte non servono orpelli o particolari strategie, bastano poche parole per farsi sentire.

Un momento di contatto molto importante per lui è anche quello con il suo pubblico. Niccolò  adora l’empatia che si crea tra lui e chi lo ascolta, soprattutto quando questa si manifesta attraverso l’applauso. Si tratta di un ringraziamento che lui riceve per il contributo che lui è stato in grado di dare con la sua musica. A volte questo ringraziamento è anche implicito, perché spesso capita che il pubblico applauda ancora prima dell’inizio di un’esibizione, per questo il significato del gesto diventa ancora più importante.

Ma quando effettivamente una canzone può arrivare definitivamente al pubblico , cioè diventare pubblicabile ? Secondo Fabi una canzone è pronta a prendere il volo quando è la reale espressione di una forte emozione ma riesce anche andare anche oltre a quest’ultima e a non  essere solamente una confessione. Nel racconto si deve trovare un punto di vista che non sia l’espressione diretta di uno stato d’animo ma che racconti una dinamica che vada oltre a questo. L’artista arriva quindi ad utilizzare la propria identità per tradurla in qualcosa di comune.

Profondamente riflessivo di natura , Fabi ha fornito un’attenta spiegazione anche sul titolo del suo nuovo lavoro: egli ritiene che le persone per accompagnare i loro momenti di malinconia, attraversarli e goderseli fino in fondo abbiano bisogno di musica altrettanto malinconica. Meno per meno è quella formula matematica che esprime l’incontro tra due forze negative che però  ne  generano una positiva. Il risultato della formula infatti, come tutti sappiamo, è espresso in un più. Ecco allora che Fabi ricollega immediatamente questo significato alla sua musica: i suoi testi spesso sono l’espressione di un’introspezione dolente che l’artista propone al suo pubblico con la certezza che la malinconia generata dall’ascolto possa trasformarsi in conforto e non in ulteriore malinconia. L’unione fa la forza insomma; in questi caso da due elementi di natura negativa ne scaturisce uno estremamente positivo, che è proprio la natura del messaggio che l’artista si augura di trasmettere con la sua musica.

Per un artista è infatti molto importante mantenere una propria identità e soprattutto sviluppare un linguaggio artistico che il suo pubblico possa riconoscere. Nel suo percorso, Fabi ha scelto sempre di  non mostrare troppo eclettismo nei suoi lavori perché tiene al fatto che chi lo segue  guardi alla sua musica come  un rifugio sicuro. Ci tiene insomma a fare della coerenza il suo elemento distintivo, e forse è proprio per questo che il suo pubblico gli è così affezionato.

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