giovedì, 29 Settembre 2022

Frode fiscale, interrogato Donald Trump: l’ex presidente non risponde e si appella al 5° Emendamento

Donald Trump è stato interrogato ieri pomeriggio, 10 agosto, a New York dal Procuratore Letitia James, in merito all'inchiesta per frode fiscale. L'ex presidente degli Stati Uniti non ha risposto alle domande, preferendo appellarsi al 5° Emendamento della Costituzione americana.

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Donald Trump è stato interrogato nel pomeriggio di ieri, 10 agosto, a New York da parte del Procuratore Letitia James, in merito all’inchiesta per frode fiscale in cui la Trump Organization è coinvolta. L’ex presidente degli Stati Uniti ha deciso di non rispondere alle domande, avvalendosi del 5° Emendamento della Costituzione americana. La notizia dell’interrogatorio è arrivata a poco più di 24 ore di distanza dalla perquisizione fatta dall’FBI nel resort Mar-a-Lago, in cui gli agenti hanno portato via degli scatoloni e la cassaforte mentre cercavano alcuni documenti che l’ex presidente avrebbe dovuto riconsegnare alla Library di Stato quando ha lasciato la Casa Bianca a gennaio 2021.

È stato lo stesso Trump, attraverso il suo social Truth, a dare notizia dell’incontro con il procuratore scrivendo: “Una nuova puntata della più grande caccia alle streghe di tutti i tempi. Io e la mia società siamo attaccati da tutte le parti. A New York City stasera. Domani vedrò il Procuratore generale razzista di New York”. Le indagini sui documenti sequestrati nel resort e quelle sulla Trump Organization sono separate, infatti l’inchiesta sulla frode fiscale è un processo civile che riguarda solamente le società e le proprietà dell’ex presidente che, secondo l’accusa, ne avrebbe alzato e abbassato il valore a seconda della stima. Il New York Times aveva dichiarato che la nuova deposizione di Donald Trump avrebbe avuto dei rischi molto alti, ma alla fine il presidente uscente ha preferito appellarsi al 5° emendamento piuttosto che rispondere alle domande.

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