venerdì, 20 Maggio 2022

Bologna, i genitori volevano solo sangue no vax: operato il bimbo di due anni cardiopatico

Il bimbo è fuori pericolo, dopo essere stato sottoposto ad un delicato intervento di cardiochirurgia pediatrica presso l'Ospedale Sant'Orsola di Bologna. Il Tribunale dei minori aveva sospeso provvisoriamente la potestà genitoriale della coppia no vax.

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Il suo cuoricino aveva bisogno di essere operato con urgenza, non si poteva più aspettare. Il bimbo di due anni, figlio di genitori no vax che esigevano per lui solo trasfusioni di sangue da non vaccinati, è stato sottoposto mertedì 15 febbraio presso l’Ospedale Sant’Orsola di Bologna, al delicatissimo intervento di cardiochirurgia pediatrica di cui necessitava ormai da settimane. I medici fanno sapere al Resto del Carlino che l’operazione è andata bene. Il piccolo è stato al centro di un’assurda battaglia legale tra il personale sanitario e la famiglia. Se la vicenda sembra sia finita nel migliore dei modi per la vita di quest’anima innocente è grazie alla decisione di sospensione in via provvisoria della potestà genitoriale, presa dalla Tribunale dei minori di Bologna lo scorso 10 febbraio.

Le ‘ragioni’ della famiglia

La famiglia ha rallentato non di poco i tempi per poter intervenire sulla rara cardiopatia del figlioletto. Non volevano in nessun modo che il sangue delle trasfusioni, necessarie per  l’intervento, venisse prelevato da persone vaccinate contro Covid-19. La coppia era assurdamente convinta che le sostanze presenti nel vaccino potessero causare danni al bambino e che nel siero vaccinale vi fossero tracce embrionali. I due avevano addirittura chiesto sangue no vax in apposite chat di gente contraria al vaccino. Le loro assurde convinzioni, assieme probabilmente ad idee di natura religiosa, hanno messo in serio pericolo la vita del figlio.

La vicenda legale

La scelta di sospensione della patria potestà da parte del Tribunale dei minori era arrivata dopo il ricorso dei sanitari presentato e vinto il 2 febbraio e a seguito dell’intervento del Giudice tutelare di Modena che aveva dichiarato sicuro il sangue disponibile nel nosocomio bolognese, rendendo inammissibile quindi l’obiezione dei genitori del piccolo. Era stata nominata come curatrice speciale del bimbo Giulia Gibertoni, direttrice del Sant’Orsola.

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