giovedì, 27 Gennaio 2022

Covid Italia, Crisanti: “Terza dose andava fatta da giugno”

L'esperto non è convinto sulle nuove disposizioni che non prevedono l'isolamento precauzionale per chi è vaccinato e per chi ha fatto il richiamo.

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Riguardo all’ultimo decreto legge sull’emergenza Covid, approvato ieri in Consiglio dei Ministri, il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova, Andrea Crisanti, ha dichiarato: “Mi sembrano misure non sostenute dai dati”. L’esperto, infatti, non è convinto sulle nuove disposizioni che non prevedono l’isolamento precauzionale per chi è vaccinato con due dosi da meno di 4 mesi (o è guarito da meno di 120 giorni) e per chi ha fatto il richiamo.

“Dal provvedimento traspare la mancanza di opzioni” di fronte al boom di positivi e alla crisi del sistema dei tamponi. “Si poteva evitare questa situazione? Penso che si sarebbe sicuramente potuta mitigare facendo le terze dosi quando dovevano essere fatte, cioè a partire da giugno. Il peccato originale è di non pensare in anticipo”.

“Non si può fare affidamento solo sui vaccini e rinunciare a tracciare”, ha osservato. “La corsa alle farmacie e il boom dei tamponi sono la dimostrazione del fatto che le persone si sentono lasciate in balia di sé stesse. Ad agosto-settembre dell’anno scorso avevo proposto di creare una rete di laboratori in grado di fare oltre 500mila test molecolari al giorno a 2 euro l’uno. Ma abbiamo rinunciato a fare tutto questo, non si è fatto nulla sul tracciamento. L’unica cosa positiva è l’obbligo di mascherina Ffp2 sui mezzi pubblici e in molti altri contesti”. Invece, riguardo a chi entra in contatto stretto con positivi, “Non si può pensare che le persone facciano autoisolamento, autodiagnosi e auto tracciamento”.

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