giovedì, 1 Dicembre 2022

“Union of Equality”, il galateo della Ue: si dice “Buone Feste” non “Buon Natale”

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“Ogni persona in Ue ha il diritto di essere trattato in maniera eguale” senza riferimenti di “genere, etnia, razza, religione, disabilità e orientamento sessuale”. Questa è la linea di Bruxelles, che ha redatto una specie di galateo dell’uguaglianza nel documento per una corretta comunicazione dal titolo “Union of Equality”. Il decalogo prevede la fine di parole come “Miss” o “Mrs”, sostituite da un più paritario “Ms” e indica che non ci si dovrà rivolgere più ad una platea con il classico “signore e signori”.

Su queste nuove linee guida “politically correct”, in Italia è scoppiata la bufera. Ciò che ha fatto scalpore è che anche le festività non dovranno più essere riferite a connotazioni religiose, come il Natale, ma i riferimenti ad esse saranno generici: si dovrà dire quindi: le “festività sono stressanti” e non “il Natale è stressante”.

A Natale dunque, si dovrà prestare attenzione a come si fanno gli auguri. E a ciò che si dice. Perché dall’altra parte potrebbe esserci una persona che non è di fede cristiana. Fare un riferimento religioso, come quello del Natale, in un messaggio che per esempio ci si scambia con i colleghi prima delle ferie, potrebbe creare dei problemi se chi li riceve è di un’altra fede.

Tutto ciò, ha scatenato una polemica senza fine in Italia, dove specie il centrodestra insorge. “Viva il Natale sperando che in Europa non si offenda nessuno”, ha ironizzato Matteo Salvini, e ancora “L’Europa cancella le nostre radici cristiane” hanno commentato da Fratelli d’Italia. A Strasburgo, Antonio Tajani, deputato al Parlamento europeo, in risposta al decalogo ha presentato un’interrogazione scritta alla Commissione per chiedere di modificare le indicazioni. Bruxelles però non ha fatto attendere la sua risposta e ha replicato: “Non vietiamo o scoraggiamo l’uso della parola Natale, è ovvio. Celebrare il Natale e usare nomi e simboli cristiani sono parte della ricca eredità europea“. La polemica, però, ormai divampa. E scalda queste freddissime giornate precedenti al Natal… ops, alle feste.

 

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