martedì, 26 Ottobre 2021

Carceri, agente preso a pugni da detenuto. Il sindacato: “Siamo dimenticati”

"Serve la razionalizzazione del personale, la formazione per simili eventi e servono protocolli operativi validi e conoscibili da tutti", dichiara il segretario nazionale del sindacato della Polizia Penitenziaria.

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Nel carcere di Castrovillari un assistente della Polizia penitenziaria è stato colpito da un detenuto che lo ha aggredito con pugni al volto, provocandogli delle ferite giudicate guaribili in dieci giorni. La notizia è stata resa nota da Claudio Caruso, il segretario nazionale del Sindacato autonomo Polizia Penitenziaria.

“La situazione”, ha dichiarato Caruso “sarebbe degenerata in un pomeriggio caotico in tutto l’Istituto che ha visto impegnata la Polizia penitenziaria sino a notte fonda per il ripristino della regolare vita detentiva“.
Il sindacalista chiede al Ministro della Giustizia, una particolare attenzione verso la situazione del carcere di Castrovillari. “Il carcere è ormai senza agenti” sottolinea Caruso, che continua dicendo che quello di Castrovillari è “un carcere dove serve un ricambio generazionale totale. Per troppo tempo questo istituto è stato dimenticato nelle graduatorie dei trasferimenti. I detenuti con problemi psichiatrici aumentano senza soluzione di continuità e la Polizia penitenziaria non è preparata per la gestione di simili tipologie di detenuto. Serve la razionalizzazione del personale, la formazione per simili eventi fatta direttamente negli istituti dove si verificano le criticità e servono protocolli operativi validi e conoscibili da tutto il personale“.

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