sabato, 16 Ottobre 2021

Bruxelles, Commissione Europea sigla la ripartenza: approvati i Pnrr di 12 Paesi membri

Importantissima l'approvazione di 12 Pnrr, da parte dei Ministri dell'economia di 27 Paesi Membri a Bruxelles. L'accordo ufficializza la volontà di ripartire, con una nuova immagine europea, resiliente, innovativa, moderna.

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Arriva oggi da Bruxelles l’approvazione del Pnrr di 12 Paesi: a deciderlo i ministri dell’economia e delle finanze dei 27 stati membri della Commissione Europea; oltre all’Italia, anche Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Lettonia, Lussemburgo, Portogallo, Slovacchia e Spagna potranno contare su rispettivi Recovery Plan per dare nuovo slancio alle singole economie e portare, di fatto, beneficio a tutta l’UE.

Secondo quanto affermato dai ministri dei 12 Paesi nella relazione finale: “Tutti i 12 Stati membri hanno chiesto un prefinanziamento dai fondi loro assegnati. Le decisioni adottate oggi dal Consiglio costituiscono l’ultima tappa prima che gli Stati possano concludere convenzioni di sovvenzione e accordi di prestito con la Commissione e iniziare a ricevere fondi per attuare i rispettivi piani nazionali”.

Ottimistiche anche le parole del presidente di turno dell’Ecofin, il ministro sloveno Andrej Šircelj, per il quale la decisione di approvare i Pnrr “rappresenta un importante passo avanti nella ripresa economica europea”, poiché proprio questi ultimi “consentiranno agli Stati membri di utilizzare i fondi non solo per uscire dalla crisi Covid-19, ma anche per creare un’Europa resiliente, più verde e più digitale, innovativa e competitiva per le prossime generazioni dell’Ue“.

A chiudere la cornice di messaggi positivi non poteva mancare il commento del commissario dell’economia Paolo Gentiloni: “E’ un giorno importante, abbiamo 12 Pnrr che devono essere approvati ed è la vera partenza del Recovery plan e del Next generation EU. Nelle prossime settimane il pre-finanziamento arriverà a questi 12 e credo sia importante che l’approvazione finale arrivi esattamente quando la ripresa è in corso, perché rafforzerà la fiducia nei mercati, nei Paesi e consentirà a investimenti e riforme di cominciare”.

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