lunedì, 25 Ottobre 2021

Cuba, rivolta contro la dittatura: il presidente si appella ai “rivoluzionari”. Solidarietà da Miami.

Sono scoppiate, ieri, rivolte in diverse piazze del Paese, contro la crisi economica che attanaglia la popolazione a causa del Covid e delle restrizioni statunitensi, figlie del governo Trump.

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Abbasso la dittatura“, “Yes, we can”, “Libertà”, riprese dalla canzone “Patria e Vita”, contro il governo cubano. Questo il grido unanime di migliaia di manifestanti scesi in piazza da L’Avana a Santiago de Cuba per opporsi al governo del presidente Miguel Diàz-Canel.

Alla base del malcontento, le gravissime condizioni economiche in cui versa la popolazione, a causa della pandemia e delle restrizioni agli scambi con Cuba applicate da Trump durante il suo mandato presidenziale, ora, forse, in procinto di essere ammorbidite da Biden; a questo si aggiunga la ripresa della circolazione del covid-19, con 7mila nuovi contagi ogni giorno (solo domenica 47 persone sono morte per il virus), che ovviamente non ha fatto altro che acuire, nel micro le differenze sociali e nel macro quelle geo-economiche mondiali, la situazione non può che essere eufemisticamente “tesa”.

Dal luogo d’origine, San Antonio de los Baños, le proteste hanno raggiunto L’Avana, dilagando in tante manifestazioni, la cui entità risulta visibile dai video di Facebook Live. Ad aggravare la situazione, il Presidente di Cuba, Miguel Diaz-Canel, ha accusato la “mafia cubano-statunitense” di aver pilotato le proteste contro il governo, incitando la parte che lo segue, con l’appellativo di “rivoluzionario del Paese” a scendere in piazza per cercare di arginare le proteste dei manifestanti “in modo fermo, coraggioso e decisivo”. Quasi lo scenario di una guerra civile in miniatura.

Anche in Florida, soprattutto a Miami, sono scoppiate proteste a sostegno della popolazione cubana, la quale si trova ad affrontare una delle situazioni peggiori dal punto di vista economico, almeno in quest’ultimo decennio.

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