lunedì, 2 Agosto 2021

Ogni ape conta, 100 rifugi per quelle selvatiche: Coop dalla parte della biodiversità

Il progetto prevede il posizionamento di 100 alveari con api da miele e altrettanti rifugi per quelle selvatiche, in circa 36 aziende agricole.

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“Ogni ape conta”. È la nuova campagna lanciata da Coop, con l’obiettivo di proteggere le api da miele e selvatiche, ma anche di tutelare la biodiversità. Questi insetti, infatti sono indispensabili per l’impollinazione di un gran numero di piante spontanee e coltivate: si stima che il tre quarti delle colture agricole alimentari dipenda dalle api. Ma negli ultimi decenni abbiamo assistito a un aumento della loro mortalità e a una diminuzione del numero di specie osservate. Una moria causata probabilmente da una combinazione di fattori: pesticidi, cambiamento climatico, malattie e inquinamento. Come fare a invertire la rotta?

Per proteggerle, Coop già da tempo ospita nelle aziende agricole della sua filiera oltre un miliardo di api. Ma ora fa un passo avanti, avviando una ricerca scientifica per il monitoraggio dello stato di salute degli impollinatori, domestici e selvatici. Il progetto coinvolge anche Conapi (cooperativa di 600 apicoltori con 110 mila alveari), Lifegate e il dipartimento di Scienze e Tecnologie agro-alimentari dell’Università di Bologna, riferimento in Italia per lo studio degli insetti impollinatori.

Oltre alle api mellifere, l’iniziativa di Coop interessa anche quelle selvatiche, in particolare le osmie. Si tratta di api solitarie che non producono miele, ma svolgono un’importante opera di impollinazione: il 90% dei fiori visitati da queste specie vengono fecondati. Queste api di norma si spostano solo in un raggio di poche decine di metri dal nido, molto meno rispetto al chilometro e mezzo delle “cugine” domestiche. Per questo le osmie sono un ottimo indicatore dello stato si salute dell’ecosistema.

In concreto, il progetto prevede il posizionamento di 100 alveari con api da miele e altrettanti rifugi per quelle selvatiche, in circa 36 aziende agricole in sette regioni tra nord, centro e sud Italia. Da qui saranno estratti periodicamente campioni di polline, per svolgere analisi di laboratorio. Inoltre, sarà monitorato lo stato di salute delle api, mellifere e selvatiche.

La ricerca avrà una durata triennale e ha l’obiettivo di raccogliere informazioni il più possibile complete sia sulle popolazioni delle osmie, sia sulla presenza e sul livello di pesticidi nel polline raccolto da entrambe le tipologie di api. Integrando questi dati  si spera di ottenere un quadro complessivo dello stato di salute del territorio.

Sempre per la tutela delle api, nelle 7.500 aziende agricole della filiera Coop, il 3% dei terreni coltivabili è destinato a siepi e fiori, per  migliorarne l’habitat. Va nella stessa direzione anche la campagna di eliminazione di alcuni pesticidi critici per la salute degli insetti. Già a partire dal 2010, Coop aveva iniziato a restringere progressivamente l’uso degli insetticidi neonicotinoidi, molecole particolarmente nocive per le api.

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