martedì, 18 Maggio 2021

Parigi: Il killer della poliziotta si è “radicalizzato durante il lockdown”

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Ci sono nuovi sviluppi sull’assassinio di ieri a Rambouillet (Parigi).

Nella giornata di ieri un tunisino Jamel Gorchène, 36 anni, lavorava effettuando consegne a domicilio e viveva in una casa alla periferia di Rambouillet, insieme alla zia e due fratelli, uno dei quali un gemello; ha ucciso con una coltellata alla gola una poliziotta di 49 anni, madre di famiglia.

Secondo quanto riferito dall’antiterrorismo, Jamel Gorchène, originario della regione di Susa, nell’est della Tunisia, è arrivato in Francia nel 2009, 10 anni dopo ha ottenuto il permesso di soggiorno per lavoro.

Secondi i risultati dell’inchiesta, il killer si è “radicalizzato durante il lockdown“.

Secondo la testimonianza di un vicino sappiamo che Jamel fosse “musulmano” ma “non praticante”. 

I suoi post, per anni erano dedicati alla denuncia dell’islamofobia, ma all’inizio del primo lockdown, dall’aprile del 2020, ha iniziato a pubblicare preghiere e versetti del Corano.

Dopo la decapitazione del professor Samuel Paty nella banlieue di Parigi, lo scorso 24 ottobre, Jamel aveva cambiato la sua foto del profilo Facebook con il simbolo di una campagna online intitolata “Rispettate Maometto profeta di Dio”. 

Al momento dell’aggressione alla poliziotta armato di coltello, nella giornata di ieri a Rambouillet, ha gridato “Allah Akbar”.

 

 

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