martedì, 28 Maggio 2024

Intelligenza Artificiale, novità ChatGPT-4o: interagisce con noi come farebbe un umano

Il nuovo modello di ChatGP saprà riconoscere le espressioni facciali e le emozioni del tono di voce, riuscirà ad interagire con noi come se fosse un essere umano. L'avvento di questa tecnologia cambierà per sempre il nostro modo di interagire, si assottiglia sempre di più il confine tra "aiutare" e "sostituire".

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OpenAI, la società di San Francisco che ha creato ChatGPT, ha annunciato l’uscita di GPT-4o, l’ultima frontiera dell’intelligenza artificiale. Questa versione dell’ormai popolare chatbot genera contenuti e interagisce con noi proprio come farebbe un essere umano.

Il nuovo modello sarà disponibile gratuitamente, riuscirà a partecipare alle conversazioni degli umani in tempo reale e sarà in grado di decifrare le espressioni facciali per suggerire contenuti in linea con lo stato d’animo rilevato. Uscirà una versione dell’app compatibile coi Mac di Apple, sarà in grado di rilevare i contenuti su desktop e accompagnare l’utente in una migliore fruizione del dispositivo.

Mira Murati, la manager che supervisiona e definisce la strategia tecnologica dell’azienda OpenAI, ha elogiato la multimodalità di GPT-4o, sostenendo che “Può rispondere a input audio in appena 232 millisecondi, con una media di 320 millisecondi, avvicinandosi quindi ai tempi di reazione umani in una conversazione”. Se anche GPT-4o fosse così performante, non è scontato il successo di tale innovazione, poiché una conversazione umana è fatta di altri elementi oltre alla velocità di botta e risposta. Alcune emozioni che caratterizzano un dialogo tra due persone in carne ed ossa difficilmente possono essere sostituire da un “assistente virtuale”.

Eppure, l’efficienza del nuovo modello di ChatGPT ha spinto l’amministratore delegato di OpenAI, Sam Altam, a paragonare GPT-4o all’intelligenza artificiale del film Her di Spike Jonze, in cui il protagonista si innamora di una macchina capace di conversare con lui meglio di un umano. A quanto pare, GPT-4o permetterà addirittura a ChatGpt di riconoscere le emozioni nella voce dell’utente, generando in questo modo risposte con toni adeguati. Insomma, è stato fatto molto lavoro per provare a replicare artificialmente l’empatia che caraterizza i rapporti tra persone in carne ed ossa. Rapporti a volte imperfetti, ma è proprio questo che ci rende esseri umani.

Oltre ai timori dilaganti di un eccessivo e scorretto utilizzo di una tecnologia così potente, si teme la propressiva estinzione di alcune professioni. Durante il live streaming di presentazione di GPT-4o, Mira Murati ha annunciato che “Oggi GPT-4o permette di scattare la foto di un menu in un’altra lingua e di tradurlo al volo. In futuro, potrebbe consentire a ChatGPT di guardare un evento sportivo in diretta e spiegare le regole del gioco”. Il CEO di Open AI Sam Altam aggiunge: “Saranno gli altri a usare la nostra intelligenza artificiale per realizzare tutte le cose fantastiche di cui tutti potremo beneficiare”.

Questo approccio troppo ingenguo e idilliaco nei confronti dell’intelligenza artificiale rischia di sottovalutare i suoi potenziali rischi. Se anche la legislazione nazionale e internazionale trovasse il modo di regolamentarne utilizzo per usare tale potenza esclusivamente a fin di bene, le conseguenze sociali e culturali potrebbero essere disastrose.

Potremmo davvero apprezzare di più una conversazione con un assistente vocale rispetto a uno scontro costruttivo con un amico? Potrà confortarci di più un’intelligenza artificiale che capta il nostro stato d’animo piuttosto che l’empatia di un genitore? Arriveremo a preferire un dialogo sicuro e prevedibile con un’entità installata nel nostro Mac rispetto all’imbarazzo e all’eccitazione di un primo appuntamento? Perderemo il nostro senso critico, la voglia di confrontarci e di metterci in discussione perché ci abitueremo all’accondiscendenza dell’intelligenza artificiale?

Perderemo il gusto di informarci, di capire come funziona un nuovo sport perché GPT-4o ci spiegherà le regole in diretta mentre guardiamo la partita? Diminuirà la voglia di studiare una nuova lingua o di parlare con i camerieri di un ristorante locale perché l’IA tradurrà il menù al posto nostro? Non chiederemo più suggerimenti al proprietario della libreria perché sarà l’intelligenza artificiale a individuare il libro perfetto da regalare al festeggiato? Non avremo più bisogno di andare dalla nutrizionista o dal personal trainer perché sarà GPT-4o a dirci cosa è meglio per la nostra salute? Perderemo la capacità di sostenere un dibatitto, anche scomodo, perché ci abitueremo a un’entità fittizia che è sempre dalla nostra parte?

Qualsiasi cosa accadrà in un futuro non poi così remoto, è importante non perdere il senso del confine tra artificiale e reale, tra tangibile e intangibile. Una persona sente emozioni, piange, ride, si arrabbia, pensa, sogna, fa progetti. Un essere umano può essere toccato, abbracciato, accarezzato, può cadere e farsi male, guarire e ricominciare. Le interazioni artificiali sono veloci e intuitive, le interazioni umane sono difficili e imperfette, ma sono reali e tangibili. Non possono essere messe in pausa toccando lo schermo, non possono essere riprese solo quando abbiamo voglia di interagire. Le relazioni umane sono imprevedibili e per questo uniche, sono a volte deludenti altre sorprendenti, ma il bello è proprio questo.

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