domenica, 23 Giugno 2024

Studentessa disabile cacciata perché mangia in aula: “Esci o chiamiamo i Carabinieri”. I compagni: “Vogliamo uno spazio al chiuso”

Minacciata e umiliata per aver consumato un pasto in un'aula dell'Ateneo. A nulla è servito spiegare che è malata di tumore e che dato il maltempo in quel momento non poteva mangiare all'aperto. Il Rettore si è scusato.

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Sono entrata nell’aula dove avevo lezione, mi sono seduta in fondo e ho iniziato a mangiare. Sono stata avvicinata da una signora che si è messa a urlare di uscire. Io le ho fatto presente di essere invalida e di avere un tumore. Sul momento si è allontanata, ma poi sono arrivati in due che hanno alzato i toni, mi hanno detto che non potevo stare lì. Ho cercato di oppormi, di dire che mi ammalo e che non potevo stare fuori. A quel punto si sono avvicinate delle studentesse per sostenermi, ma il comportamento del personale è ancora peggiorato, infatti sono stata minacciata che sarebbero intervenuti i Carabinieri“. È il racconto di una studentessa di Pavia che nella giornata di ieri, 10 novembre, sarebbe stata minacciata e umiliata per aver consumato un pasto in un’aula dell’Ateneo.

La vicenda

A quanto pare, la ragazza avrebbe cercato con toni pacati di spiegare al personale dell’Università la sua condizione fisica che non le avrebbe permesso, visto il maltempo in città, di consumare il pasto fuori dalle aule dell’Ateneo. La studentessa si sarebbe recata poi in portineria per raccontare quanto accaduto e cercare una soluzione, senza il riscontro desiderato. Scoraggiata, la giovane si sarebbe poi rivolta all’Ufficio disabili e ai rappresentati universitari che sono intervenuti nell’immediato, prima di ricevere una chiamata dal Rettore dell’Università che si è scusato per quanto successo.

La reazione degli studenti

Non è possibile continuare a tirare fuori della scuse per negarci gli spazi dove mangiare“. Così uno studente universitario vicino alla ragazza. A seguito di questo spiacevole episodio, gli studenti dell’Ateno, che già da tempo avanzavano la proposta di avere dei luoghi al chiuso in cui poter consumare i pasti preparati da casa, si sono riuniti davanti al rettorato in un presidio, che è stato promosso dal Coordinamento per il diritto allo studio.

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