martedì, 25 Gennaio 2022

Variante Omicron, Pfizer: “Terza dose vaccino la ferma”

L'Organizzazione Mondiale della Sanità non ha ancora fornito notizie ufficiali su sintomi, rischi e contagiosità della nuova variante. Tuttavia, sembrerebbe che il vaccino Pfizer possa fermarla.

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La variante Omicron continua ad avanzare. La nuova minaccia del Coronavirus è ormai presente in 57 paesi. In Italia, i casi salgono a 14, gli ultimi tre sono stati sequenziati l’8 dicembre. L’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha ancora fornito notizie ufficiali su sintomi, rischi e contagiosità della nuova variante. Tuttavia, sembrerebbe che il vaccino Pfizer possa fermarla.

A dirlo, è l’azienda stessa: “La terza dose neutralizza Omicron e offre un’elevata protezione. Con ogni probabilità, servirà anche una quarta dose”. Albert Bourla, Ceo di Pfizer, sulla base dei dati raccolti dall’azienda, ha riferito che: “Per essere chiari: tre dosi di vaccino sono efficaci contro Omicron come le due dosi erano efficaci contro le altre varianti. La dose booster aumenta in maniera enorme l’efficacia del vaccino. Due dosi possono comunque fornire protezione contro la forma grave della malattia” ma “potrebbero non essere sufficienti per proteggere dall’infezione” nella variante Omicron.

A conferma di queste dichiarazioni, sono i primi dati estrapolati da uno studio condotto in Sudafrica dall’Africa Health Research Institute. Due dosi di vaccino Pfizer potrebbero essere meno efficaci nei confronti della variante Omicron. Pfizer, insieme a BioNTech, afferma che: “I risultati preliminari degli studi in laboratorio dimostrano che 3 dosi di vaccino Pfizer-BioNTech neutralizzano la variante Omicron mentre 2 dosi mostrano una capacità di neutralizzazione significativamente ridotta. I dati indicano che la terza dose aumenta i titoli anticorpali neutralizzanti di 25 volte in confronto alla seconda dose”. Le due aziende stanno portando avanti lo sviluppo di un vaccino specifico per la nuova variante, che potrebbe essere pronto per marzo

Ad oggi, si sa ancora poco sulla nuova variante. Infatti, gli elementi per affermare che Omicron provochi una malattia più lieve, non sono sufficienti. Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha spiegato che: “La variante Omicron è stata individuata in 57 paesi, ci aspettiamo che il numero continui ad aumentare. Alcune caratteristiche di Omicron suggeriscono che la variante potrebbe avere un impatto rilevante nel corso della pandemia. Se i paesi aspetteranno fino a quando gli ospedali non avranno iniziato a riempirsi, sarà troppo tardi”.

“Difficile stabilire quale sarà l’impatto della variante. Stiamo iniziando a vedere un quadro di rapido aumento della trasmissione, sebbene per ora rimanga difficile quantificare il tasso di crescita in relazione ad altre varianti. In Sudafrica il numero dei casi di variante Omicron sta aumentando rapidamente. Tuttavia, Omicron è stata individuata quando la trasmissione della variante Delta era molto bassa, quindi ha avuto poca concorrenza. Sarà importante quindi monitorare con attenzione cosa succede nel mondo per capire se Omicron può rimpiazzare Delta”, ha concluso.

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