Il 18enne Gabriel sarebbe stato descritto come un «centrocampista difensivo che ha un gran fisico e un buon piede», mentre Guilherme, classe ’92, è stato dipinto come «il classico trequartista». Per loro la Juve avrebbe speso tre milioni di euro. Se qualcuno avesse esclamato “Chi?” nel leggere i nomi dei due fratelli, è necessario ricordare che anche altre squadre erano sulle loro tracce, prima fra tutte l’Inter. I nerazzurri erano infatti molto vicini a Gabriel anche perché in possesso del passaporto comunitario.

Doppio colpo in prospettiva futura dunque, per il dg Beppe Marotta, anche se i tifosi sperano che i due possano dare anche qualcosa nel presente. I precedenti di fratelli/giocatori stranieri nel campionato italiano non sono molti e in alcuni casi anche non molto incoraggianti. Prendiamo i fratelli Burdisso alla Roma: uno, Nicolas, è un tassello fondamentale della retroguardia, mentre l’altro Guillermo pare essere più un ectoplasma.

Come non dimenticare poi, in quel di Milano, i fratelli Ricardo e Rodrigo Izecson dos Santos Leite, più comunemente noti come Kakà e Digão. Se il primo ha scritto la storia dei rossoneri, diventandone il simbolo dal 2003 al 2009, non si può dire altrettanto del fratello minore, difensore che il Milan parcheggia in prestito ogni stagione in una squadra diversa.

Perché dubitare dei fratelli Appelt Pires? Stando agli esempi, almeno uno di loro diventerà un campione. L’altro potrebbe alloggiare sistematicamente in panchina, è vero, però i tifosi della Juve devono confidare nelle scelte dello staff bianconero. O forse no?

Angelo Fischetti

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