L’inflienza, una vera mannaia. Contro ogni previsione sono più di 100 le vittime che fino ad oggi si contano tra il 2017 e il 2018 in Italia, da quando si è dato il via a ritmo serrato della sorveglianza epidemiologica.

I numeri riportati dall’Istituto superiore della sanità nel bollettino settimanale Flunews parlano chiaro. Su 588 casi gravi che hanno richiesto il ricovero in terapia intensiva, si sono registrati 115 decessi. Fra i morti, 11 bambini under 14 e 2 donne in gravidanza (su 12 gravi).

Solo nell’ultima settimana di sorveglianza sono stati segnalati 12 casi gravi e un decesso. I dati, però a detta dell’Istituto Superiore della Sanità ed i livelli della mortalità negli over 60 si confermano al di sotto dell’atteso.

«Tutte le regioni italiane, escluso il Molise – riferisce l’Iss – riportano la presenza di casi gravi confermati di influenza. Il 57% delle infezioni più serie si è registrato fra gli uomini; l’età media dei pazienti più gravi è 61 anni e l’85% presentava almeno una condizione di rischio predisponente il complicarsi delle condizioni cliniche (diabete, tumori, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie croniche e così via)».

Tutti i malati gravi sono stati ricoverati in un’Unità di terapia intensiva e/o subintensiva; 257 sono stati intubati e 50 hanno avuto bisogno dell’Ecmo, la macchina cuore-polmone per l’ossigenazione extracorporea a membrana. Il 92% dei decessi – analizza ancora il report – si è verificato in persone di età superiore ai 25 anni.

Nel 55% dei casi di morte è stato isolato il virus A/H1N1pdm09, nel 36% il virus B e nel 9% virus A non sottotipizzati. «L’attività influenzale – si legge ancora – proseguirà in previsione ancora  per alcune settimane».

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